IL CASO

Immigrazione e hotspot a Palermo, è scontro nel gruppo consiliare del M5s

di
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Igor Gelarda

Sulla questo degli immigrati e dell'hotspot che dovrebbe sorgere a Palermo è scontro all'interno del gruppo M5s al Consiglio comunale di Palermo. In particolare, sull'argomento Igor Gelarda, portavoce comunale di Palermo del Movimento 5 Stelle accusa Ugo Forello, capogruppo al Comune e candidato sindaco pentastellato alle ultime elezioni, dicendo cose diverse da quelle scritte sul contratto del prossimo governo tra Lega e M5s. In particolare, mentre Forello parla di "diritti umani" e "accoglienza", Gelarda pone l'accento, invece, sulla necessità dei "rimpatri".

"La tutela dei diritti umani per noi viene prima di tutto", aveva detto Forello, qualche giorno fa in una nota sulla realizzazione di un hotspot a Palermo. "Per questo - ha continuato Forello - non crediamo che l’hotspot che vogliono costruire a Palermo, struttura chiusa, caratterizzata da un forte controllo di polizia e con un divieto assoluto di ingresso, sia lo strumento adatto per accogliere e aiutare i migranti. Palermo non ha bisogno di luoghi in cui vengono violati i diritti fondamentali e che offrono poche garanzie a chi vi è ospitato. Oltretutto l’area individuata, vicino lo Zen 2, è sottoposta a vincolo perchè sorge su verde storico, in una zona prossima a quanat e necropoli. Si parla di più di 7 milioni per due anni per la sola realizzazione dell’opera, una cifra enorme per qualcosa, sulla carta, di temporaneo che rischia di creare una periferia nella periferia, marginalizzando ancora di più chi vive lontano dal centro di Palermo".

Ma oggi arriva una nota durissima di Gelarda che dice di apprendere dalle dichiarazioni di Forello, "con stupore e mio malgrado, che sull’immigrazione la posizione del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Palermo è diversa rispetto a quella del Movimento nazionale. Infatti, nel ribadire il mio no all’apertura dell’hot spot allo Zen, in una dichiarazione che ho reso alla stampa, ho spiegato che: 'Posto il fallimento dell’attuale gestione dei flussi migratori, è chiara la volontà del governo che si sta per costituire di dare una stretta al fenomeno migratorio, con una vera politica di rimpatri e una valutazione delle domande di protezione direttamente nei paesi di origine o di transito' e continuo dicendo che 'lascerei al nuovo governo, che sembra avere le idee ben chiare su come affrontare la vicenda immigrazione, stabilire di cosa ha bisogno la nostra nazione in tema di politica dell’accoglienza'".

Gelarda in una lunga nota ricorda di aver "stigmatizzato chi fa dichiarazioni ipocrite sul problema migrazione, chiamando l’hot spot punto di prima accoglienza o ignorando che un hot spot “di fatto” a Palermo esiste già da tempo e sta in capo alle forze dell’ordine (quello presso l’ufficio immigrazione a San Lorenzo) e concludevo le mie dichiarazioni dicendo no all’hot spot “perché il problema dei flussi migratori deve essere limitato fortemente e non può essere gestito in questo modo sconsiderato, come è stato fin ora. Chi ha motivi e titolo per stare in Italia, secondo le norme, ben venga”. Mi sono solo limitato a riprendere il nuovo contratto di governo tra la Lega ed il Movimento 5 Stelle. Dopo avere scoperto che il mio gruppo consiliare prende le distanze da me, le possibilità che si prospettano sono due: o gli altri cinque consiglieri del gruppo di Palermo fanno parte di quel 6% che sul blog delle stelle ha votato contro il contratto, ma anche se fossero contro lo devono accettare perché votato dalla maggioranza; oppure i miei colleghi consiglieri non hanno avuto ancora modo e tempo di leggere il documento sottoscritto da colui che sta rappresentando, in maniera esemplare, il nostro Movimento, cioè Luigi Di Maio. Ragion per cui, i cinque consiglieri, avrebbero fatto meglio ad astenersi dal commentare le mie dichiarazioni. La parte che consiglio loro di approfondire sta a pagina 26, con un paragrafo dal titolo abbastanza chiaro 'Immigrazione: rimpatri e stop al business', dove viene ben analizzata la problematica. Sostanzialmente, dunque, gli altri componenti del mio gruppo consiliare la pensano diversamente da me, che però la penso allo stesso modo del 94% dei “grillini”. Quindi Gelarda parla a titolo personale e non a nome del gruppo consiliare di Palermo, ma Forello e gli altri, nel momento in cui prendono le distanze dalle mie dichiarazioni, dicono cose diverse dal Movimento 5 Stelle che si accinge a governare. Ragione per cui, se gli altri cinque consiglieri del Movimento non si sentono più rappresentati dal Movimento, mi domando perché mai continuino a starci dentro. La cosa paradossale, quasi comica, è che proprio ieri l’altro, mentre alcuni tra i portavoce nazionali del Movimento sono scesi in piazza a Palermo per spiegare ai cittadini il nuovo contratto di Governo, i consiglieri comunali sconfessando me, sconfessavano il contratto che illustravamo nelle piazze!!! Ricordo che anche per la ztl alcuni del mio gruppo consiliare presero le distanze dalle mie dichiarazioni (avevo osato dire che si trattava di una operazione di Orlando per fare cassa e grancassa) salvo poi fare quasi completamente proprie, dopo appena 4 mesi, le mie dichiarazioni!".

Ma la nota è l'occasione per Gelarda per tirare una stoccata al suo gruppo e a Forello: "Tra l’altro un Movimento che combatte ogni giorno per rappresentare un'alternativa al vecchio modo di fare politica si trova, con questo gruppo consiliare, sempre al centro di polemiche che non mi sarei aspettato, e che francamente credo abbiano stancato tutti. I Palermitani ci hanno votati - pochini in realtà alle competizioni comunali con Forello candidato sindaco rispetto a quello che avremmo ottenuto alle regionali e alle nazionali poco tempo dopo (solo per dovere di cronaca, Palermo città, alle comunali di 11 mesi fa il Movimento la 13% con il candidato sindaco Forello al 16%; alle regionali di 6 mesi fa il Movimento al 27% con Cancelleri al 33% e alle ultime nazionali il Movimento, sempre in città, al 37% ) - per avere 6 leoni in consiglio comunale. Siamo il nuovo, siamo quello che i cittadini aspettano da tanto tempo: siamo quelli che dobbiamo smontare e rimontare al contrario il sistema Orlando. La gente ci ha votato per questo. Da questo momento in poi, considerato che ho chiesto chiarimenti e ho spiegato le mie ragioni più volte anche ai deputati regionali, senza riceverne risposta, non intendo più tollerare, all’interno del gruppo consiliare del Movimento, cose che siano in contrasto, anche se minimamente, con l’attività che ci viene richiesta da pentastellati. Adesso informerò anche il nazionale di quanto avvenuto e sono certo che qualcosa si muoverà, nell’interesse e nel bene del Movimento palermitano e della stessa Palermo. Io sono nel e del Movimento, con Luigi Di Maio, e con tutti quelli che vogliono rendere l’Italia un paese diverso e vivibile".

La vicenda quindi rischia di non rimanere circoscritta alla politica palermitana ma di avere riflessi anche a livello nazionale.

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