NEL PALERMITANO

Intimidazione al sindaco di Chiusa Sclafani, violata la cappella di famiglia

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Chiusa Sclafani, fonte Commons Wikimedia

CHIUSA SCLAFANI. Qualcuno ha divelto il catenaccio della cappella gentilizia della famiglia di Francesco Di Giorgio, sindaco di Chiusa Sclafani. «Questa è l’ennesima intimidazione che ricevo da Natale - dice il sindaco - Per due volte hanno danneggiato la mia vettura e adesso la cappella gentilizia. Farò le mie considerazioni ai carabinieri quando presenterò la denuncia, nel pomeriggio».

«Resterò ancora qua, se qualcuno pensa di mandarmi un messaggio per fermare la mia azione amministrativa ha sbagliato indirizzo: quanto accaduto mi dà la carica per fare di più e meglio, visto che questi atti mi rendono consapevole di essere sulla strada giusta», ha detto il primo cittadino.

«Solidarietà e vicinanza a Francesco Di Giorgio per il vile gesto intimidatorio di cui è stato vittima. Conosco il sindaco Di Giorgio e so che questi atti non influiranno sulla sua rigorosa e forte azione messa in campo in questi anni. Insieme a lui, infatti, stiamo lavorando con grande impegno per il rilancio di Chiusa Sclafani, nel solco della migliore tradizione di Forza Italia per una sana e corretta gestione amministrativa». Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Renato Schifani, augurandosi «che si faccia chiarezza su quanto accaduto e che i reponsabili siano assicurati alla giustizia».

Esprimiamo la nostra solidarietà al sindaco di Chiusa Sclafani, Francesco Di Giorgio, per i reiterati atti intimidatori perpetrati nei suoi confronti". Così Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia, commentando la notizia relativa al recente danneggiamento della cappella gentilizia della famiglia del primo cittadino che rappresenta, putroppo solo l'ultimo atto di una serie di intimidazioni avvenute nei mesi scorsi. "Questo ennesimo, increscioso, episodio rimette al centro dell’agenda politica l’annosa questione degli attentati agli amministratori locali - continuano Orlando e Alvano - e il periodico riproporsi di episodi che, purtroppo sempre più spesso, colpiscono i primi cittadini, che sono sempre in prima linea ad amministrare la cosa pubblica nell’interesse di tutti".

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