"GIOIELLI DI FAMIGLIA"

Mafia, le minacce per un debito estinto. Intimidazioni degli uomini di Formoso: "Stasera ti sparo..."

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PALERMO. “Tu mi devi dare i soldi fino all’ultima lira... Ciccio... mi devi dare i soldi... cominciando da stasera, hai accettato quello che hai accettato davanti a Pietro… Pietro Formoso... e tu devi uscire i soldi…sabato mi devi portare tutti i soldi… Ciccio… se non vuoi uscire dal supermercato… devi portare tutti i soldi… Ciccio, io avevo ordine di venire e di levarti la testa, però hai anche la mia parola d’onore che oggi c’è un supermercato che si vende... oppure i morti... oppure i morti che […] hai voluto la guerra […] stasera ti sparo Ciccio […] stasira ti scanno”.

Non aveva scelta un imprenditore della provincia di Palermo, costretto a pagare nuovamente un debito già estinto. A minacciarlo è Paolo Dragna, tra gli arrestati nell'operazione congiunta condotta da carabinieri e guardia di finanza nel Palermitano e che ha portato all'arresto di sei persone e un divieto di dimora.

L’imprenditore, secondo gli inquirenti, è stato vittima di minaccia implicita ed esplicita per la consegna di somme di denaro per 106 mila euro. Tra il 2003 ed il 2005 l'uomo (che ha poi denunciato) aveva acquistato gioielli per circa 100.000 euro, debito che a partire dal 2013 veniva richiesto direttamente da Pietro Formoso (o dai suoi emissari) e che la vittima diceva di avere estinto.

Gli altri seimila euro sarebbero stati richiesti nel 2013 per avere indietro i soldi per l’acquisto di una partita di champagne poi restituita all’imprenditore perché non gradita.

Dopo le minacce, la vittima delle estorsioni avrebbe eseguito numerosi pagamenti. Ma i soldi non erano mai sufficienti. “Io soldi a lui non ne devo dare… - dice va l’imprenditore nelle intercettazioni - perché i soldi non erano debiti miei… io avevo un socio… una socia … eravamo in società!!… e quando ci andavamo… ci andavamo insieme… non ci andavo solo da lui!!… Poi io soldi a lui gliene ho dati una marea… Io gli ho pagato tutte cose, cho pagato tutto! Tutto! E me lo deve dimostrare come avanza 100.000 euro, me lo deve dimostrare... io lo posso dimostrare che avanzo soldi da lui, che ho l’assegno suo in tasca...”.

“Perché è un porco... è un pezzo di merda è... soldi me ne ha mangiato in otto anni... – continua l’imprenditore - che tu non ne hai idea... uno di Marineo mi ha detto... ancora mungi [ancora ti chiede soldi]”?... No gli ho detto... no, non mungi più... e perché non munge più?... Gli ho detto... perché la vacca strippao [partorito] e latte non ne fa più”.

L’imprenditore cerca di prendere tempo: “Ti sto dicendo... sabato ti porto cinquecento euro... Paolo... io sono qua per ragionare… non sono qua per dimostrare che non voglio pagare... è giusto Paolo... ti sto dicendo io sabato sera anche a mezza... a... a... appena chiudo ti porto cinquecento euro...... e domenica... e domenica ti completo l’assegno... questo qua te lo prendi e lo mettiamo a...”.

Ma Dragna non voleva sentire ragioni. “Di pomeriggio quando viene Tony... quando viene Tony... diglielo a lui... così gli dico... Tony la vedi la mia verità... diglielo a lui... diglielo a lui... incomprensibile…di dirglielo a lui... di com’è quel ragazzo per ora... incomprensibile... picchi chiddu ti scricchia [ti rompe le ossa]... Ciccio... quello ti rompe le ossa... mi devi dare i soldi... Ciccio ti ho detto sempre vai dove vuoi... Ciccio ti ho detto sempre dov’è che vuoi... ovunque vai vai... vai a sbattere la testa al muro... perché ti… ti sputano in faccia di come ti stai comportando... e basta... ti stai comportando troppo male... Ciccio...”.

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