L'EMERGENZA

Palermo tra i rifiuti, notte di fuoco
Cassonetti incendiati: periferie in tilt
Guasti a Bellolampo, atti in procura

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Cassonetto incendiato in piazza Magione

PALERMO. L'emergenza rifiuti a Palermo ha portato a una notte di fuoco. Numerosi i roghi di cassonetti in tutta la città, soprattutto nelle zone periferiche. Grande lavoro per i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme appiccate ai cumuli di spazzatura. Interventi in via Tommaso Natale, piazza Magione, a Cruillas in via Felix Mendelssohn, nel quartiere Villaggio Santa Rosalia in largo Medaglie d’Oro, in via Leonardo da Vinci, in via dei Cantieri, in via Villagrazia, in via del Pellicano a Falsomiele, in via Luigi Castiglia alla Zisa, in via Sandro Pertini allo Zen, in via Altofonte.

Dal 3 aprile, a causa della rottura di due impianti per trattare i rifiuti nella discarica di Bellolampo, la raccolta dei rifiuti ha subito grossi ritardi. Si è rotto, inizialmente, l’impianto per il trattamento meccanico-biologico (Tmb) per lo smaltimento a freddo dei rifiuti indifferenziati. Ieri la Rap ha comunicato un nuovo guasto che interessa il tritovagliatore mobile, che tratta 600 tonnellate di rifiuti al giorno.

Intanto l’azienda ha fatto sapere che: “Si è attivata con tutta la struttura per contenere i disagi causati dal danneggiamento subito dall'impianto Tmb di Bellolampo a seguito dello scorretto conferimento di materiali inerti, ingombranti e ferrosi nei cassonetti”.

La Rap precisa che gli impianti si sono guastati a causa dello scorretto conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini. L’azienda aveva reso note le zone nella città che più delle altre stanno subendo disagi per i ritardi nella raccolta: Sperone, Villagrazia, Falsomiele, Brancaccio, Vergine Maria, Leonardo da Vinci. Uditore, Villa Turrisi, Passo di Rigano, viale Michelangelo e parte di viale Regione Siciliana Nord Ovest.

La Regione da una parte ha autorizzato la Rap a utilizzare l’impianto di Ecoambiente per il pretrattamento di 300 tonnellate al giorno di rifiuti per limitare i danni, anche se solo per 15 giorni, il tempo necessario a riparare il Tmb con il pezzo di ricambio che è in fase di produzione presso la ditta "Amut" di Novara, come si legge in un articolo del Giornale di Sicilia in edicola.  Intanto però è stato inviato un esposto alla Procura della Repubblica e anche alla Corte dei Conti. Il documento porta la firma di Salvatore Cocina, al vertice del dipartimento Acqua e rifiuti.

Si parla di ‘gravi disfunzioni’ e ‘irregolarità’.  Ma il sindaco risponde e chiede che si verifichi se il guasto non sia dipeso anche dal sovraccarico di lavoro imposto agli impianti proprio dalla Regione.

 

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