AL DI CRISTINA

Palermo, neonato muore in ospedale. Il padre picchia i medici, nuovo allarme: "Casi intollerabili"

PALERMO. Un altro caso di aggressione al personale sanitario di un ospedale siciliano. È avvenuto ieri al Di Cristina di Palermo, dove un padre ha picchiato quattro medici dopo la tragica notizia della morte del figlioletto, un neonato malato terminale. Sull'episodio oggi un articolo di Sandra Figliuolo sul Giornale di Sicilia.

“L’escalation di aggressioni ai medici e agli operatori degli ospedali non è più una questione di singoli e sporadici casi, ma sta assumendo sempre più i contorni di un fenomeno che non è più tollerabile, perché oltre a minacciare il lavoro di tanti professionisti, rischia di inficiare il diritto alla salute di tutti”, avverte Giovanni Migliore, direttore generale degli ospedali Civico-Di Cristina di Palermo.

“Nei reparti e nei pronto soccorso - prosegue Migliore - assistiamo, ormai con cadenza quasi settimanale se non quotidiana, a gesti ingiustificati di violenza ai danni del personale sanitario che, come accaduto ieri, viene inoltre sottratto all’assistenza dei pazienti per difendersi. L’Arnas Civico-Di Cristina si costituirà parte civile per chiedere giustizia e tolleranza zero nei confronti di chi risponde con la violenza ingiustificata al quotidiano impegno di competenza e sacrificio dei nostri professionisti in difesa dei bambini. Al tempo stesso - conclude Migliore - promuoveremo la nascita di un comitato metropolitano per la sicurezza negli ospedali e nei luoghi di cura e l’avvio di una campagna di sensibilizzazione per educare al rispetto delle strutture sanitarie e dei professionisti che svolgono la loro opera al servizio del malato. I medici - anche grazie a poche mele marce e a molti studi legali che spesso speculano sulla sofferenza - negli ultimi anni sono diventati un bersaglio fin troppo facile. E anche questo messaggio, alla fine, incentiva comportamenti violenti e tensioni che minano la serenità di tutti”.

Ma l'allarme non arriva solo da Palermo. Sugli ultimi casi interviene anche Paolo Petralia, direttore generale dell'Istituto Gaslini di Genova e presidente nazionale Aopi (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani): "L'ospedale è un presidio di cura e di salute, dovrebbe rappresentare un'oasi per i pazienti e un luogo sicuro per chi vi presta servizio, ma sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza e ad aggressioni ingiustificate e intollerabili".
"Il dolore, comprensibile, per la perdita di un figlio - aggiunge Petralia - non giustifica alcuna reazione violenta.
Tanto più che, come emerge, considerate le condizioni del neonato, l'intervento condotto al Di Cristina è stato un disperato tentativo di prolungare una agonia e una morte certa. Di fatto, però, medici e operatori - a cui va la mia più profonda solidarietà e vicinanza - sono diventati ormai il parafulmine di dolore, disperazione ma anche di episodi di violenza gratuita che non intendiamo più far passare sotto traccia".

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