L'INDAGINE

Palermo, ecco tutte le spese contestate ad Ingroia

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PALERMO: Circa 40 soggiorni nei  migliori alberghi di Palermo: dal Grand hotel Villa Igiea, all'Excelsior, al Central Palace hotel. E altrettanti voli verso da Roma, città di residenza, alla sede lavorativa palermitana “Sicilia e-Servizi”, la società partecipata dalla Regione che fu chiamato a risanare dall’ex governatore Rosario Crocetta.

Antonio Ingroia, secondo la Procura di Palermo, aveva diritto solo alle spese di viaggio (inteso come trasporto) e non alle spese di soggiorno. Circa 34 mila euro in poco più di due anni (da settembre 2013 al 18 dicembre 2015) che, per i suoi ex colleghi che lo indagano per peculato, non potevano essere rimborsati. Diversa la posizione di Ingroia che, interpretando nel senso più “largo” la normativa nazionale e regionale che prevede il rimborso delle spese di viaggio, emanò una direttiva ad aprile 2014 per la quale erano compresi anche i costi del soggiorno.

Di opposto avviso la Procura (le indagini sono coordinate dall’aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Piero Padova ed Enrico Bologna) che ha sequestrato i 34 mila euro assieme a 117.568 euro che si autoliquidò per la sua attività nel 2013 (anno in cui ha lavorato dal 23 settembre in poi).  I 117 mila euro sono esattamente il doppio del suo stipendio annuo. La legge nazionale, modificata nel 2008, prevede che l’amministratore delle società partecipate possa percepire un’indennità di risultato in misura non superiore al doppio del compenso annuo.

In precedenza, la norma indicava un’indennità “ragionevole e proporzionata”. In ogni caso, secondo gli inquirenti, avendo lavorato solo tre mesi nel 2013 Ingroia non avrebbe potuto liquidarsi 117 mila euro ma al massimo 30 mila (cioè circa il doppio del suo compenso per il periodo in cui aveva lavorato).

Inizialmente, le contestazioni della Procura includevano anche le indennità per il 2014 e il 2015, ma in quel caso sarebbe stata difficile la dimostrazione dell’elemento soggettivo in sede penale. Sui compensi percepiti da Ingroia c’è anche un’indagine della Corte dei conti. Intanto quella della Procura si avvia verso la conclusione.

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