L'INCHIESTA

"Cresta sui rimpatri dei migranti", nei guai agenzie di viaggio e poliziotti a Palermo

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PALERMO. Per quattro poliziotti e due gestori di agenzie di viaggio, il Gip di Palermo Claudia Rosini ha ordinato l'imputazione coatta, dopo che il pm Maria Teresa Maligno aveva chiesto l'archiviazione, concessa per altre nove persone coinvolte in un'inchiesta sui prezzi gonfiati dei biglietti aerei per i poliziotti che avevano il compito di accompagnare nei paesi di provenienza i migranti irregolari arrivati in Italia.

Alcuni fatti contestati - come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, in un articolo di Riccardo Arena - risalgono al 2010 e sono in prescrizione, ma i sei rischiano il rinvio a giudizio, e tra loro un tour operator fratello di un vicequestore (non coinvolto nell'indagine).

La scorta di polizia viaggiava a prezzi scontati, circa un terzo rispetto alla tariffa ordinaria; ma le agenzie avrebbero fatto figurare l'importo pieno. Nel 2014 la Qatar Airlines comunicò che i biglietti di due poliziotti erano costati 1.866,73 euro, ma una delle agenzie coinvolte, la Ciupi Travel, aveva fatto risultare un costo di 5.523,16 euro.

Un'altra agenzia, la Landolina, si sarebbe fatta rimborsare 5.454,95 euro per un biglietto della stessa compagnia che, invece, era costato 1.768,69 euro. Dario Landolina, uno degli indagati, era stato redarguito dal fratello vicequestore (contitolare della società), come si evince da una intercettazione telefonica, il quale gli aveva spiegato che si trattava di un reato e lo invitava a "non avere a che fare con questi poliziotti".

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