Un'app per denunciare bulli, ladri e spacciatori: presentata a Palermo YouPol - Video

PALERMO. È stata presentata anche a Palermo in questura YouPol, l'app per combattere bullismo e spaccio di droga. YouPol è un’applicazione che serve a denunciare in tempo reale con foto, messaggi scritti, link, siti web e video episodi di bullismo e spaccio di droga.

Il nuovo strumento digitale, realizzato dalla polizia di stato, andrà a sostituire il vecchio sistema basato sugli sms, uno strumento ormai obsoleto. È un nuovo  modo per denunciare alle autorità competenti fatti di cui si è testimoni diretti o notizie di cui si ha conoscenza indirettamente.

Tra le possibilità messe a disposizione dell’applicazione c’è anche la chiamata di emergenza: un pulsante di colore rosso con la scritta “chiamata di emergenza” metterà in contatto direttamente l'utente con la sala operativa della questura in cui si trova il dispositivo, grazie alla 'georeferenziazione' immediata del dispositivo segnalante e del luogo interessato dall’evento.

L’app può essere scaricata su tutti i dispositivi, smartphone e tablet, accedendo alle piattaforme Apple Store e Play Store e al sistema operativo Android.

“L’obiettivo è quello di stare più vicini ai nostri ragazzi soprattutto per reati odiosi come quelli del bullismo e lo spaccio di stupefacenti", spiega il  dirigente dell' ufficio prevenzione generale della questura di Palermo, Fabio Giordano, intervistato nel video.

“ Youpol è una piattaforma intuitiva al passo con i tempi. Sicuramente ci sono dei risultati investigativi perché la questura di Catania, che  insieme a quelle di Roma e Milano sono state scelte con test per questo tipo di progetto hanno dato degli ottimi risultati”.

L’attenzione per ora va al bullismo e allo spaccio di droga tra gli studenti. “Per ora stiamo partendo solo con questi due reati – ha continuato Giordano - Per gli altri reati c’è la linea 113 per la gestione delle altre emergenze. L’applicazione per smartphone è rivolta ai ragazzi ma può essere utilizzata da tutti i cittadini. Incontreremo anche i genitori e gli insegnati per sensibilizzarli all’uso di questa applicazione”.

immagini di Marco Gullà

© Riproduzione riservata

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