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Guadagnino battezza il nuovo "Gattopardo": il magazine diventa mensile

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PALERMO. C’è Luca Guadagnino che ricorda divertito quando a un’amica, mentre la linea 64 lo portava dalle parti del Vaticano, disse che non sarebbe mai diventato Papa ma che avrebbe forse avuto una nomination agli Oscar. Indovino. C’è Levante che per qualcuno (di chi si tratta lo scoprirete leggendo) «incendia qualunque cosa tocchi». Piromane. C’è Salvatore Aranzulla che risolve tutti i problemi dei negati del web. Una mano, anzi una mente, santa.

Sono questi tre dei personaggi che s’incontrano nel numero di febbraio di «Gattopardo» (domani in edicola, con Guadagnino in copertina, in vendita facoltativa a 1 euro e 20 con il Giornale di Sicilia e la Gazzetta del Sud), il primo del 2018, un anno che si preannuncia importante e che già riserva il primo cambiamento: il magazine diventa mensile.

Scrive nell’editoriale il direttore responsabile, Laura Anello: «Quando accettai l’offerta dell’editore di dirigere questo magazine, nel settembre scorso, pensai che sarebbe stato bello trasformare un giorno il nostro “Gatto” – come lo chiamiamo confidenzialmente – da bimestrale a mensile. Farne sempre più un organo di informazione legato all’attualità, renderlo protagonista del dibattito culturale e sociale, accentuare la sua vocazione di palestra di confronto di opinioni tra le migliori penne e intelligenze, siciliane e non solo.

Oggi, a distanza di appena cinque mesi da quell’auspicio, firmo con orgoglio questo primo numero mensile». Ogni cambiamento va festeggiato, coccolato: lo farà oggi, a Palazzo Branciforte, tutta la famiglia «Gattopardo», con in testa gli editori Antonio Ardizzone e Lino Morgante e Angelo Sajeva, co-fondatore di GDS Media & Communication, che accoglieranno il presidente della Regione, Nello Musumeci, il vicepresidente e assessore all’Economia, Gaetano Armao, l’assessore all’Istruzione e Formazione, Roberto Lagalla, l’assessore alla Cultura del Comune, Andrea Cusumano, e numerosi altri ospiti.

Sajeva: «Una grande soddisfazione e la dimostrazione che nell’editoria si possono fare prodotti buoni e profittevoli. Se nel mercato dei magazine, dal 2013 al 2017, si registra una perdita del 30%, “Gattopardo” a fine 2017 porta un +100%. E se alcuni settimanali si trasformano in mensili, “Gattopardo” è, ancora una volta, in controtendenza. Quindi il prodotto funziona e dalla Sicilia diamo una nota di speranza e di concretezza al mondo dell’editoria. Il successo di un magazine, lanciato grazie anche ai soci Ardizzone e Morgante che ci hanno creduto, è dovuto a una ricetta, non certo a una magia. La nostra? Nessuna ansia, niente politica, e buone notizie. E tanti ottimi ingredienti».

Dalle pagine dalle foto sempre accattivanti, schizzano luoghi da scoprire come Cefalà Diana, le sue terme arabe e la riserva naturale di Chiarastella; Mussomeli, dove 60 belgi hanno acquistato vecchie case a un euro. E ancora Gibellina che prende coscienza delle sue potenzialità per inventarsi una nuova utopia. Ed ecco i luoghi da visitare, ammirare, come quelli che sfilano nel romanzo «Il Gattopardo» – a proposito, quest’anno sono 60 gli anni dalla pubblicazione – tra ville, palazzi, chiese.

Palermo riappare anche in un nuovo viaggio tra archeologia, arte, urbanistica e storia curato da Adriana Chirco. Aumentano le rubriche: alle abituali, infatti, se ne aggiungono una sul design e una sulla tecnologia. Arrivano nuove firme, da Santo Piazzese ad Antonio Purpura a Régine Cavallaro. Ah, e non dimenticate che, questo mese sulle pagine di «Gattopardo» (magazine) potrete scoprire come «Il Gattopardo» (romanzo) si possa leggere all’incontrario, stravolgendo la teoria del (non) cambiamento.

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