PALERMO

La mafia e le scommesse, così Bacchi
guadagnava un milione al mese:
"I soldi conservati dentro le scatole"

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PALERMO. Avrebbe guadagnato un milione di euro al mese Benedetto Bacchi con le sue 700 agenzie di scommesse piazzate dappertutto. E tutto questo – secondo gli inquirenti che lo hanno arrestato questa mattina – grazie alla copertura di Cosa nostra. Secondo gli investigatori “solo con la costituzione ed il mantenimento di uno stabile rapporto d'affari con la mafia, Bacchi ha potuto guadagnare l'intero territorio di Palermo e provincia senza rivali. Non sarebbe potuto ascendere a simili ordini di grandezza e diffusione senza il sostegno e la protezione e la cointeressenza negli affari di Cosa nostra”.

L'accordo, per gli inquirenti, era in posizione di parità e avrebbe consentito una diffusione capillare e vastissima sul territorio regionale del marchio abusivo B2875, che dal 2012 avrebbe creato enormi guadagni in totale evasione fiscale. “Non può negarsi – scrive il gip - che il sistema operativo on line all'ombra dei riflettori della normativa di settore, si è concretato anche in una truffa continuata, in un raggiro ai danni dell'Agenzia delle entrate”.

Bacchi denunciava “redditi assolutamente insignificanti suoi e dei componenti del suo nucleo familiare, con distanze siderali rispetto agli introiti di denaro contante ricostruiti analiticamente degli investigatori”.

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Dei grandi guadagni di Bacchi e Antonio Lo Baido (anche lui arrestato oggi) parla anche il collaboratore di giustizia calabrese Mario Gennaro. "Sì, 2008, 2009 e anche successivamente – dice nel 2016 ai pm - anche ancora nel 2010, anche quando ero a Malta. Sono andato da Ninì (così era chiamato Bacchi) quindi anche nel 2010, anche quando sono andato a Malta ci sono state volte in cui io sono andato o per incassi o per discutere magari, facevano gli agenti Gold bet per la zona di Palermo, io così… quindi. Una cosa che per esempio mi sembrò strana che per esempio in questa stanza aprivano, come posso dire, scatoli di scarpe, cartoni e prendevano… Tipo mi dovevano dare 70 mila, un secondo aprivano, mazzette da 5 mila pronte… qua ci sono i soldi. Si vedeva proprio che avevano soldi là”.

Gennaro ha puntualizzato che “come me l’hanno esposta loro è che Bacchi avesse fatto degli accordi sul territorio, non perché glielo avessero imposto, ma perché proprio lui ha fatto gli accordi, sapendo che lì evidentemente  devi fare questi accordi per potere avere un 'espansione, per potere avere il monopolio, attenzione, perché poi non è che fa nel piccolo...nel piccolo se magari.. le 10 agenzie le fai, ma non ne fai 300, 300 a Palermo non le fai . Ho chiuso la mia azienda, quando mi hanno arrestato, che giocavo 16 milioni in tutta Italia, lui li giocava a Palermo.  Enorme, cioè pazzesco, cioè è tanto, cioè io voglio dire per arrivare a fare 16 milioni.. sì, dove ci avevi un accordo. Un milione a loro in tasca al mese, 800 mila… queste cifre parliamo, netti, pagate commissioni, pagato tutto, dottore, non parlo di.. Sì, 800 mila, un milione al mese sì, non di meno. E la rete è grossa …. Oggi sicuramente ne fanno anche di più”.

In una precedente indagine, in un dialogo intercettato, un indagato parlando con un amico dice " ... Se un domani voi "avissivu attummuliari" (se  vi dovessero arrestare) anche a me mi chiameranno .... Gli dici: 'Io lavoro ... con mio cugino abbiamo i centri scommesse ... cerchiamo di vivere ... non lo vede abbiamo tutte cose con i finanziamenti .. Certo .. , è gioco! Ma quale prestanome? ... Gioco è! Questi prestanome sono? Gli dici: "Abbiamo cercato dì vivere ... " lo badavo al gioco e ci siamo messi a …. Gli dici: "Non è che qua ... Noi abbiamo sempre aiutato il prossimo".

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