Omicidio Mattarella 38 anni dopo, Grasso: "Pista nera? La verità va sempre cercata"

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PALERMO. “Piersanti Mattarella fu un uomo che rappresentò la svolta e il cambiamento per la Sicilia. La sua uccisione fu una sorta di ritorno all’antico”. Così il presidente del Senato Pietro Grasso vede la figura di un presidente della Regione che cercava di dare un volto nuovo alla Sicilia.

Trentotto anni fa, nel giorno dell’Epifania del 1980, fu assassinato da un commando il presidente della regione Piersanti Mattarella. Anche oggi, come ogni anno Piersanti Mattarella è stato ricordato davanti alla lapide in sua memoria in via libertà 135, quasi di fronte l’abitazione di famiglia dove ancora oggi risiede il fratello Sergio quando si trova in città.

“Mattarella aveva iniziato una politica di rinnovamento improntata alla meritocrazia  e al cambiamento – continua Grasso - Avviò tutta una serie di provvedimenti che davano un volto diverso alla Sicilia, cercando di rompere  gli interessi politico mafiosi. Il suo assassinio fu una forma d’intimidazione per tutti coloro che osavano contrastare la mafia e i suoi interessi”.
Intanto la magistratura sta seguendo la cosiddetta “pista nera” per ricostruire l’omicidio di Piersanti Mattarella. Il presidente Grasso ha sostenuto che le valutazioni devono essere fatte dalla magistratura e ha aggiunto: “Le indagini non finiscono mai e non devono mai finire. La verità va cercata sempre e non ci dobbiamo mai arrendere”.

Il presidente della Regione Nello Musumeci ha voluto sottolineare i grande insegnamento che Piersanti Mattarella ha lasciato ai suoi successori: “Una persona che voleva una Regione con le carte in regola. Se tutti lo avessimo ascoltato, allora, le condizioni della Regione oggi sarebbero diverse. Il rapporto di sfiducia tra i cittadini è l’istituzione non a livelli bassissimi e oggi tocca  circa il 12%”.

Il presidente Musumeci si vuole impegnare nel corso del suo mandato a: “Colmare il gap tra la piazza e il palazzo con l’esempio e le buone pratiche”.

La commissione regionale antimafia va riformata. Il presidente Musumeci ha ribadito la volontà di cambiare la legge che l’ha istituita è del 1991. “Tanto si può fare, aumentando le unità lavorative a supporto del commissari deputati. La commissione regionale antimafia può svolgere un lavoro d’indagine e può essere d’ausilio a quella nazionale. Il contesto economico, politico e sociale è ormai mutato”.

Anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha sottolineato come Piersanti Mattarella sia stato uno straordinario personaggio politico con un grande senso delle istituzioni. “Una persona molto più avanti rispetto ai tempi in  cui viveva. Mattarella era contro la mafia dentro le istituzioni – precisa Orlando - Palermo è cambiata da allora. A quel tempo la mafia governava. Oggi la mafia c’è ancora ma sicuramente non governa Palermo”.

Immagini di Piero Longo

© Riproduzione riservata

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