Giornata contro la violenza sulle donne, un migliaio al corteo a Palermo

PALERMO. Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un migliaio di donne in corteo per le strade di Palermo per la manifestazione indetta dall'Assemblea contro la violenza maschile sulle donne.

"La manifestazione - si legge in una nota dell'Assemblea Contro la Violenza Maschile sulle Donne -  costruita per attraversare con coraggio e determinazione, la Giornata Internazionale contro la violenza maschile sulle donne assunta dalla piattaforma Non una di meno, è il momento culminante di un percorso collettivo che vede le donne palermitane protagoniste, coscienti e complici, nel processo di ribaltamento dell'attuale status quo. Una giornata di lotta, dunque, che si è andata definendo nei tanti appuntamenti pubblici cittadini quali assemblee, banchetti informativi, proiezioni, incontri e dibattiti nelle scuole, nelle facoltà, nei teatri".

Partendo dalla constatazione del continuo ampliamento del fenomeno, come confermato dalla cronaca - i dati di una ricerca condotta in sette pronto soccorso d'Italia dal ministero della Salute riporta per esempio che in due anni sono state ben 301 le donne che sono andate al pronto soccorso del Civico di Palermo dopo essere state aggredite - le donne palermitane dell'Assemblea permanente hanno portato avanti un preciso ragionamento sulla tematica analizzandola da diverse prospettive e da cui fuoriesce un quadro generale allarmante.

"All’aumento delle morti - prosegue la nota - non corrisponde una presa di coscienza delle istituzioni e della società che anzi continua a colpevolizzare la figura femminile, ponendo l'accento su come non vi sia in generale alcun piano programmatico adeguato La politica riduce il tutto a dibattiti edulcorati non manifestando un reale interesse a contrastare il fenomeno, la formazione nelle scuole e nelle università sulle tematiche di genere è lacunosa o fortemente ostacolata, le forze dell’ordine e la magistratura, commissariati e aule dei tribunali mettono continuamente in discussione la parola delle donne vittime di violenza e la burocrazia con i suoi infiniti tempi d’attesa induce addirittura al pentimento della denuncia. Nella dimensione lavorativa e nelle scelte procreative, poi, si impone ancora la retorica della moglie e madre che sacrifica la sua intera vita per la famiglia. Complici di questo scenario i media che continuano a veicolare un immaginario femminile stereotipato basato su vittimismo e spettacolarizzazione per nulla coerente con le vite reali delle donne".

"In più parti del Paese e da diversi gruppi di donne - afferma Claudia Borgia, portavoce dell'Assemblea contro la violenza maschile sulle donne - si fa sentire sempre più pressante la necessità di dar vita ad un cambiamento sostanziale di cui essere protagoniste e la manifestazione di oggi esprime proprio la volontà delle donne palermitane di attraversare questo appuntamento internazionale con una determinazione e fierezza collettiva. Solo unite e complici fra noi possiamo affermare la potenza dei nostri desideri e delle nostre rivendicazioni. Solo attraverso i processi collettivi è possibile vincere la lotta contro il patriarcato, motore di omofobia, sessismo e discriminazione. La nostra libertà continua ad essere sotto attacco, qualsiasi scelta è continuamente giudicata e ostacolata. Che sia chiaro: non accettiamo il ricatto della paura, le strade sicure le fanno le donne che le attraversano! Respingiamo i consigli paternalisti di chi ci vorrebbe rassegnate al nostro destino di angeli del focolare e con essi la retorica vittimista, funzionale soltanto al nostro addomesticamento. Combattere la violenza maschile e di genere significa mettere in discussione la cultura e i rapporti sociali che la sostengono. Non abbiamo bisogno di tutori o guardiani, non siamo vittime e non ce la siamo cercata. Lottiamo per un cambiamento strutturale, a partire dalla scuola, dal lavoro, dalla salute, dall’amministrazione della giustizia e dai media, pretendiamo il rispetto dei nostri percorsi di libertà e autodeterminazione e della nostra indipendenza".

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