IL CASO

Messaggi rimossi, Facebook si scusa con la famiglia Riina

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La foto del profilo della figlia di Totò Riina su Facebook

ROMA. Facebook ha chiesto scusa alla famiglia di Totò Riina per aver rimosso messaggi di condoglianze postate sul social dopo la morte del mafioso. Una portavoce di Facebook ha spiegato all'Associated Press che "i post erano stati eliminati per errore" e adesso sono stati ripubblicati.

I post di condoglianze alla famiglia Riina rimossi "dopo che alcuni utenti si erano lamentati perché contrari alle regole di Facebook" ha spiegato la portavoce, aggiungendo che "si è trattato di un errore" ma non spiegando perché sono stati poi rimessi online. Secondo le linee guide della piattaforma creata da Mark Zuckerberg è vietato postare contenuti che sostengono gruppi criminali, terroristi o coinvolti nel crimine organizzato. Così come i loro leader. Dopo la morte del boss mafioso i profili della figlia, Maria Concetta Riina e di suo zio, Antonino Tony Ciavarello, erano stati sommersi da messaggi di condoglianze sul genere 'Buon viaggio zio Totò', ma anche di attacchi per i crimini commessi.

Nel giorno della morte di Riina i parenti, i figli, gli amici più stretti del boss di Cosa Nostra si erano scambiati decine e decine di like e condivisioni su Facebook. Tanti al punto che il social li aveva rimossi in seguito alle numerosissime segnalazioni ricevute.

La figlia maggiore, Maria Concetta, aveva esposto una rosa nera come foto del profilo, sovrastata dall'indice di una ragazza che indica il silenzio come copertina. A fugare ogni dubbio sul significato dell'immagine, anche il tatuaggio 'shhh...' in bella evidenza, sul dorso del dito.

Decine e decine i like all'immagine, e altrettante le condivisioni. Al punto che il marito di Maria Concetta, Tony Ciavarello, aveva scritto che era stata segnalata "in massa" la sua foto del profilo (un nastro a lutto), e "fb ha eliminato la foto con tutte le condoglianze. A qualcuno ha dato fastidio il vostro cordoglio".

I Riina sono sempre stati piuttosto attivi su Facebook. La scorsa estate, ad esempio, i parenti del boss avevano lanciato attacchi a giornalisti e magistrati via social: prima la figlia Lucia era intervenuta sul bonus bebè negatole da Regione e Inps, poi il genero Ciavarello si era scagliato contro "gente di legge e giornalisti accaniti contro di noi".

Andando indietro fino al 2016, Maria Concetta Riina, era intervenuta sul presunto omaggio che una confraternita di Corleone avrebbe tributato alla sua famiglia, facendo fermare la statua di San Giovanni Evangelista sotto l'abitazione in cui vive Ninetta Bagarella, moglie di Totò.

"E' una notizia totalmente falsa - aveva postato, precisando che la madre non era in casa - e chi scrive queste cose infangando il paese, dovrebbe solo vergognarsi".

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