DA VENERDI'

Volti e luoghi per raccontare la longevità: allestita a Palermo una mostra fotografica

PALERMO. Fondazione Farmafactoring è lieta di presentare la mostra fotografica “La lunga vita. Longevità: nuova fonte di energia", esposta a Palermo dal 24 novembre 2017 al 18 gennaio 2018 all’interno della Chiesa di Maria Santissima Annunziata – “La Pinta”, che con l’occasione verrà riaperta al pubblico dopo un lungo restauro.

In mostra sono esposte immagini che attraverso un percorso di volti e luoghi cercano di rappresentare come la “silver age” sia divenuta negli ultimi anni un momento di vita con contenuti e finalità proprie e non più un tratto terminale e declinante del ciclo di vita; è una nuova fase in cui è potenzialmente possibile realizzare la propria soggettività con attività, interessi e progetti individuali e collettivi. La longevità attiva è una realtà in atto per milioni di persone che esercitano ruoli sociali significativi nelle reti familiari e nelle comunità ed hanno una vita piena di relazioni, attività, progetti.

Il progetto si articola su tre anni, con singole tappe annuali connesse, ma distinte. Prende spunto dal Rapporto annuale elaborato da Fondazione Farmafactoring, e alla cui stesura hanno contribuito anche Fondazione CENSIS e CERGAS-Bocconi, focalizzato sull’evoluzione dello stato di salute e del rapporto che gli italiani hanno con il proprio corpo nelle tre fasi della vita e sulla capacità del sistema sanitario di farsi carico dei bisogni espressi, valutando i possibili scenari futuri rispetto ai quali valutare le politiche sanitarie e sociali.

Questo progetto segue il successo della mostra itinerante patrocinata dal Ministero della Salute “I nuovi pellegrini. L’impatto storico-sociale dell’immigrazione moderna nella sanità”, che ha consentito di affrontare in modo impressivo ed originale un tema complesso come quello del rapporto quotidiano degli immigrati con la sanità italiana.

Le fotografie sono state realizzate da Costantino Ruspoli, artista d’eccellenza, mentre la curatela della mostra e del libro è stata affidata a Alessandro Scotti, giornalista, scrittore e fotografo di altissimo livello che illustra così il progetto: “Le immagini dell’autore danno tangibilità a dati e considerazioni
sull’evoluzione del rapporto fra il corpo e gli esseri umani nell’Italia di oggi. Il lavoro si inserisce in una tradizione consolidata della storia della fotografia al servizio dell’indagine sociale: una tradizione che affonda le sue radici nelle grandi campagne fotografiche americane della prima metà del Novecento, e prosegue nella contemporaneità passando per indagini capitali di campionamento della popolazione come quella di Sander sul popolo tedesco.

Il linguaggio fotografico di Ruspoli attinge direttamente a questa tradizione, rinnovandola in un lungo percorso autonomo di pratica del ritratto: l’uso del fondale, personale riferimento dell’autore agli anni di lavoro nel campo della moda, diventa qui lo stilema ricorrente, funzionale a isolare i soggetti pur riconoscendo all’ambiente circostante un ruolo chiave di definizione del soggetto. L’occhio si fissa sul soggetto, ma non può ignorare ciò che sta fuori quella “seconda inquadratura” rappresentata dal panneggio.

Quello di Ruspoli è uno sguardo moderatamente distaccato, come si deve alla pratica del censimento, non senza complicità nei confronti dei soggetti che si prestano al gioco di ruoli previsto ed esplicito nel ritratto ambientato. È così che un certo classicismo d’impostazione, assieme all’uso raffinato del
bianconero, contribuiscono al rigore necessario per la creazione di una galleria tipologica di persone, abitudini, ambienti. Il tutto a disegnare un ritratto inedito della terza età, che può legittimamente definirsi longevità attiva nelle immagini di Ruspoli per la varietà e vitalità dei soggetti censiti.”

La mostra è supportata con grande entusiasmo dall’Arcidiocesi di Palermo attraverso l’Ufficio Beni Culturali e dalla Regione Siciliana attraverso il Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana e la Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali di Palermo; grazie all’impegno di Fondazione Farmafactoring si è potuto riportare alla luce un luogo magico di una Palermo nascosta.

La chiesa, conosciuta dai palermitani col nome de “La Pinta” risale all’epoca bizantina, è impreziosita da stucchi di Giuseppe Serpotta, affreschi e pavimenti d’epoca, e mostra nella semplicità del suo interno la violazione a cui negli anni è stata oggetto, furti e saccheggi che ancora sono evidenti negli altari posti lungo le pareti.

La mostra è inserita all’interno del percorso Arabo Normanno, l’itinerario che conduce alla scoperta dei più antichi e preziosi monumenti della città di Palermo, risalenti al XII secolo e riconosciuti dall'Unesco come Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Si tratta di magnifici edifici religiosi e civili realizzati con la collaborazione di maestranze normanne, arabe e bizantine tra i quali San Giovanni degli Eremiti ed il Palazzo Reale con la sua straordinaria Cappella Palatina.

Ingresso libero dal lunedì al sabato 9-19 (ultimo ingresso alle 18.30). Domenica e festivi 9-13.30 (ultimo ingresso alle 13).

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X