"Quando parliamo di cosa nostra… parliamo di cosa nostra!", lezioni di mafia col boss

di

PALERMO. “Quando parliamo di cosa nostra… parliamo di cosa nostra! Quando dobbiamo babbiare… babbiamo!”. A scuola di mafia con i boss o i veterani. Lezioni intercettate dai carabinieri che con l'operazione Falco hanno colpito il clan mafioso di Santa Maria di Gesù dove sono state arrestate 27 persone.

I carabinieri ascoltavano mentre gli indagati si sentivano al sicuro, in luoghi appartati e lontani da occhi e orecchie indiscrete. Intercettazioni che hanno permesso agli investigatori di conoscere il ferreo ed ortodosso rispetto delle regole da parte degli affiliati a cosa nostra.

Erano Salvatore Profeta e Giuseppe Natale Gambino ad essersi profusi in vere e proprie lezioni di mafia da impartire ai più giovani affiliati, con riferimento a regole di comportamento e di relazione gerarchiche da mantenere.

Un altro esempio viene fuori da un dialogo fra Giuseppe Greco a Gambino, su una estorsione che gli era stata affidata. Dialogo in cui i due parlano esplicitamente di cosa nostra, considerandola quasi una entità d’appartenenza di supremo e incondizionato rispetto e in ossequio alla quale gli affiliati mai avrebbe venir meno agli ordini ricevuti (“Quando parliamo di cosa nostra… parliamo di cosa nostra! Quando dobbiamo babbiare …babbiamo!”).

Ma nelle intercettazioni viene fuori tutta la rigidità delle leggi mafiose che vengono estese al sostentamento dei detenuti e dei familiari. Nelle immagini e nelle voci registrate dai carabinieri vengono documentate le dazioni di denaro in favore della moglie di Carlo Greco, fratello di Giuseppe, storico capo mandamento attualmente all’ergastolo.

Le intercettazioni hanno rivelato anche l’esistenza di una cassa comune gestita per conto dell’intera famiglia.

© Riproduzione riservata

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X