L'INCHIESTA

Le intercettazioni che accusano Tamajo: «Per ogni voto ci danno 25 euro»

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Edy Tamajo

PALERMO. Intercettazioni per una storia legata a contrabbando di sigarette e droga finiscono per svelare una presunta compravendita di voti. Al centro il neo-deputato regionale Edy Tamajo, il candidato più votato in provincia di Palermo alle elezioni  del 5 novembre, e oggi indagato con l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

Le intercettazioni - come riportato sul Giornale di Sicilia oggi in edicola - sono quelle in cui sono coinvolti Nicolina e Cristian D'Alia, fratello e sorella, sono loro a parlare in maniera disinvolta di voti da vendere al prezzo di 25 euro cadauno.

«L’unica cosa che emerge con assoluta certezza - dicono gli avvocati di Tamajo, Nino Caleca e Giovanni Castronovo - è che Tamajo non conosce e non ha mai avuto alcun rapporto con i soggetti indicati quali suoi “correi”. La fantomatica promessa di 25 euro avrebbe dovuto essere onorata solo dopo le elezioni, cosa che appare decisamente poco credibile».

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