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Micari e Orlando parlano a fine messa in una chiesa di Palermo, è polemica

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PALERMO. A caccia di voti fin dentro le chiese? Non è passata inosservata la visita del candidato governatore Fabrizio Micari in una parrocchia di Palermo, assieme al sindaco del capoluogo e suo main sponsor, Leoluca Orlando. La foto col microfono in mano alla fine della celebrazione nel giorno di Tutti i santi ha fatto il giro dei social, scatenando una ridda di commenti e critiche.
Il «luogo dello scandalo» è la chiesa di Maria Santissima delle Grazie, in corso dei Mille a Palermo, un’estrema periferia dove il parroco, don Ugo Di Marzo, lavora da tempo per migliorare la vivibilità del quartiere di Roccella e offrire ai giovani spazi in cui ritrovarsi e giocare in sicurezza. È lì che Orlando e Micari hanno preso la parola per aggiornare la comunità sui risultati del tavolo tecnico, che coinvolge Comune e Università di Palermo, per affidare alla parrocchia un vicino terreno dell’Eni.

Investito dalle polemiche, il sacerdote chiarisce che l’ex presidente di circoscrizione, Antonio Tomaselli, lo aveva chiamato informandolo che il sindaco sarebbe stato in zona con Micari e avrebbe voluto cogliere l’occasione per dare notizie in relazione al terreno. «Ho dato appuntamento alle 11, considerato che la santa messa è alle 10 e a quell’orario sarebbe certamente finita» dice. Ma sindaco e rettore erano già in chiesa a metà della celebrazione «ed erano stati abbondantemente “notati”.

Ciò mi ha spinto, forse in maniera inopportuna col senno di poi, a salutare a fine celebrazione il sindaco. Ho anche salutato il magnifico rettore, senza sapere però che lo stesso ad oggi si è autosospeso».

Nessuna parola è stata spesa per la campagna elettorale, anzi «come parroco ho fatto notare pubblicamente al sindaco la necessità più costante della presenza delle istituzioni nel territorio, considerato che stamane finalmente dopo due mesi è stato spazzato il corso dei Mille nel tratto dove sorge la parrocchia. E al rettore ho fatto notare la necessità di protestare presso il sindaco sul fatto che siamo l’unica città in Europa che ha i mezzi di trasporto più importanti, che portano i cittadini dalla Stazione centrale al centro commerciale, mentre restano scollegate realtà importanti come l’Università.

E solo su questo ha detto due parole il rettore dell’Università. Porgo le mie scuse se questo momento ha turbato la sensibilità di qualcuno, ma con leggerezza ho pensato solo ad accogliere le istituzioni, senza considerare la strumentalizzazione che, ciascuno per sua parte, ne' poteva fare».

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