Arresto Ferdico, l'amministratore intercettato: "Io non mi immischio. Lasciamoli fare"

PALERMO. "L'amministrazione giudiziaria era ridotta al mero simulacro": così il gip di Palermo ha definito il ruolo dell'amministratore giudiziario Luigi Miserendino, ai domiciliari per favoreggiamento reale e personale.

Avrebbe consentito all'imprenditore Giuseppe Ferdico, indiziato di mafia, di tornare a controllare di fatto il centro commerciale di Carini che gli era stato confiscato.

Dalle intercettazioni - alcune riprodotte in questo video - emerge chiaramente che Miserendino sapeva che Ferdico continuava a fare il bello e il cattivo tempo occupandosi di tutti gli aspetti gestionali: dalle buste paga dei dipendenti alla scelta dei fornitori.

"Lo so, lo so, lui neanche dovrebbe metterci piede lì. Secondo lei perché io ho affittato questo posto? Perché non ci voglio combattere", diceva l'amministratore giudiziario all'interlocutore che lo sollecitava a prendere provvedimenti per evitare le ingerenze di Ferdico.

"Per me il signore Montes (socio occulto del commerciante, ndr) è il titolare, del resto non voglio sapere nulla - aggiungeva - io come vede non mi immischio. Lasciamoli fare".

Miserendino era stato nominato amministratore giudiziario dall'ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale Silvana Saguto, indagata, poi, per corruzione proprio nell'ambito di una inchiesta sulla mala gestione dei beni confiscati, in quel caso, però, Saguto aveva imposto all'amministratore giudiziario una serie di obblighi e di controlli sulle attività di Ferdico che Miserendino ha disatteso. La Procura, infatti, gli contesta anche la violazione del provvedimento del magistrato.

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