Reporter all’avventura, show in tv: due palermitane tra le prime dodici

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«Non sarà una (donna)avventura…», si potrebbe dire parafrasando Battisti, ma ci è andata vicino.

Maria Vittoria Lo Cascio, 21 anni, da Baucina, con la palermitana Chiara Amormino, 22 anni, è arrivata tra le prime dodici potenziali «Donnaventura», dopo aver superato la primissima prova, lo scorso 3 giugno a Forum Palermo.

Entrambe non ce l’hanno fatta ad andare oltre, ma è già un bel traguardo.

L’obiettivo da centrare era quello di far parte del ristrettissimo numero di ragazze (in gamba) che tra qualche mese, affronterà i cento giorni di viaggio della nuova spedizione di «Donnavventura», programma di successo di Rete 4. Tra loro ci sarà, comunque, una siciliana: Marianna di Acireale, che
da due anni studia a Milano. Sguinzagliata, con altre otto colleghe, per raccontare, a tutte noi stravaccate sul divano, i safari in Kenya, la natura dell’Etiopia, le spiagge bianche dell’Oceano Indiano,
saltando dal Mozambico, a Zanzibar allo Sri Lanka. Maria Vittoria e Chiara, invece, sono pronte a ricordare i giorni della selezione, a parlarci della loro esperienza.

Cominciamo dall’inizio: dopo i lunghi mesi in cui le «Donnavventura» veterane hanno attraversato l’Italia, da nord a sud, per scovare nuove potenziali reporter, motivate, intraprendenti e amanti dei
viaggi, il momento della selezione finale è arrivato con i consueti tre giorni, dal 14 al 16 luglio, a La Thuile, in Valle d’Aosta, ai piedi del massiccio del Rutor, storico campo base di «Donnavventura».

Un weekend emozionante di vita in tenda per mettersi in gioco e dimostrare capacità di adattamento: poi la scure dell’eliminazione ha colpito 88 fanciulle, ma non Maria Vittoria e Chiara, invitate a fermarsi al campo base valdostano per la settimana di «training operativo».

Spiegano: «Inaspettatamente abbiamo superato la selezione di Forum e ci siamo ritrovate con le altre “colleghe” provenienti da tutta Italia, alla stazione centrale di Milano da dove siamo partite in pullman per un posto davvero incantevole, La Thuile».

Maria Vittoria studia beni culturali e ha sempre amato le storie che raccontano i luoghi, mentre Chiara, neolaureata in lingue, è prossima alla magistrale che vuole frequentare all’università Ca’ Foscari di Venezia, per specializzarsi in cinese e fare il mediatore culturale. Tra tanti progetti professionali, ecco un weekend «tosto» tra prove e provini, scalate e tisane, falò e arrampicate, canti e balli, trucchi, chiacchiere e cavalcate, uno sguardo al look e una sosta per l’aperitivo. Tutto sponsorizzato, ovviamente. «Sono stati giorni intensi, durante i quali abbiamo guidato su strade sterrate, abbiamo affrontato uno spettacolare ponte tibetano sopra la Dora, una palestra di roccia per l’arrampicata e una teleferica lanciata su un panorama favoloso. L’adrenalina andava a mille. Abbiamo anche improvvisato una scenetta in siciliano con… traduzione simultanea, che è piaciuta molto. Quando il numero di partecipanti è stato ridotto a 12, il gioco si è fatto più duro, il percorso da affrontare in macchina più ripido e complesso e ogni sera dovevamo anche scrivere il diario di bordo, selezionare il materiale girato durante il giorno: ogni “Donnavventura” fa anche un lavoro oscuro ma fondamentale».

Il 22 l’annuncio che l’«avventura» era finita e che si ritornava a una vita meno avventurosa.

E allora Maria Vittoria cosa consiglierebbe ai turisti che vengono a Palermo?

«Un giro per i nostri mercati, anima della città». E Chiara parteciperebbe a Miss Italia?

«No, non mi interessa. Qui era importante essere spigliate, telegeniche, non contava solo la bellezza».

Le due concordano: «Nessun rammarico per aver mancato per un pelo l’obiettivo, siamo felici di aver vissuto un’esperienza entusiasmante. Chissà, potremmo riprovare». Perché, si sa, una «Donnavventura» non si scoraggia e non si arrende mai.

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