Borsellino, Di Matteo: verità primo obiettivo di ogni magistrato ma non è sempre così - Video

PALERMO. "La ricerca della verità è rimasta sulle spalle di pochi magistrati e pochi investigatori. Dovrebbe essere uno sforzo collettivo di tutte le istituzioni, di tutta la magistratura, di tutte le forze di polizia, di tutta la politica. Così al momento non è". Lo ha detto il pm Nino Di Matteo alla manifestazione "In che Stato è la mafia?", organizzata nell'atrio della facoltà di Giurisprudenza di Palermo per ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta.

"Penso che la ricerca della verità debba essere il primo obiettivo di ogni magistrato, di ogni istituzione politica e non politica - ha proseguito il pm Nino Di Matteo -. Molti punti fermi sono stati messi, proprio nelle sentenze che già sono state emesse e definitivamente confermate ci sono gli elementi per ritenere che con molta probabilità assieme agli uomini di Cosa nostra abbiano agito anche altri soggetti appartenenti ad altri ambienti".

"Credo che certe volte la verità possa venire fuori anche a distanza di moltissimo tempo - ha aggiungo il pm -. E' di recente passata in giudicato una sentenza della corte d'assise d'appello di Milano con la ricostruzione dei moventi e dei mandanti e degli esecutori della strage di piazza della Loggia, nel 1974".

"Noi dobbiamo sempre sperare - ha proseguito - di arrivare alla verità sulle stragi del 1992. Questo è il modo migliore, forse l'unico utile, per ricordare Paolo Borsellino e tutti quelli che sono morti nella lotta alla mafia".

immagini di Marcella Chirchio

 

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