L'INTERVISTA

Fedeli: andrò allo Zen perché lo Stato c’è, più fondi alle scuole per tenerle aperte

di
busto falcone, Valeria Fedeli, Palermo, Politica
La ministra, Valeria Fedeli

PALERMO. «Il 19 luglio, nella ricorrenza di via D’Amelio, sarò all’Istituto Falcone allo Zen per portare la presenza dello Stato, qualcosa di concreto che si esprimerà anche con finanziamenti per progettare attività anche in orario extrascolastico, per contrastare il fenomeno degli abbandoni»: lo annuncia la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, che vuole così rispondere allo sfregio arrecato al busto di Giovanni Falcone.

Ministro, cosa ha provato quando ha saputo che un busto di Falcone era stato sfregiato davanti a una scuola allo Zen di Palermo?

«Sdegno. Un atto di vandalismo nei confronti di una statua simbolo di un uomo che ha lottato per una società democratica come Giovanni Falcone e, per di più, davanti a una scuola che si trova ad operare in un territorio difficile come lo Zen è da condannare. È un gesto offensivo, vigliacco. Che però non deve in alcun modo arrestare la nostra azione. Dobbiamo reagire con forza e ribadire l’importanza di mantenere viva la memoria di donne e uomini che hanno lottato contro il malaffare e l’ignoranza, perché il loro esempio ci guidi nella formazione di cittadine e cittadini attivi e responsabili. Ho sentito la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo "Falcone", Daniela Lo Verde, subito dopo i fatti, per esprimerle la mia vicinanza e il mio sostegno».

Il 19 lei sarà a Palermo, quale messaggio porterà?

«Sarò a Palermo per ribadire la presenza attiva dello Stato in un territorio offeso da azioni ignobili. Ho voluto farlo in una data simbolica, quella della strage di via d’Amelio, in cui persero la vita il giudice Borsellino e la sua scorta, per testimoniare la volontà delle istituzioni e della comunità educante di non arrendersi davanti a soprusi e violenza. Credo sia la traduzione in pratica dell’insegnamento e della spinta morale di Falcone e Borsellino: saremo allo Zen per ascoltare direttamente le esigenze e le richieste della comunità scolastica, per trovare soluzioni e per garantire la possibilità alle studentesse e agli studenti dell’Istituto di sognare per se stessi un futuro di qualità e all’altezza delle loro ambizioni. Vogliamo metterli in condizione di realizzarlo. Ci saranno anche rappresentanti della scuola «De Gasperi», anche questa oggetto di vandalismo nello stesso giorno in cui è stata colpita la "Falcone". Diremo a queste scuole che lavoreremo con loro affinché possano stare aperte di più, oltre l’orario scolastico, per offrire alle ragazze e ai ragazzi la risposta educativa di cui hanno bisogno».

La riforma della scuola può essere di aiuto nel gestire casi di emergenza educativa?

«La Buona Scuola è una dimostrazione concreta della nostra volontà di costruire società di pari opportunità e uguali diritti, così come è previsto dalla nostra Costituzione. Se ne è parlato a lungo solo in termini di organico e di insegnanti, eppure dentro la legge 107 ci sono misure importanti e di sistema che consentono alle comunità scolastiche di intercettare le esigenze delle ragazze e dei ragazzi e dei territori, fornendo risposte concrete contro la dispersione e l’abbandono scolastici, la povertà educativa e mettendo a disposizione degli istituti risorse economiche e professionali per essere «scuola oltre la scuola», centro di aggregazione e presidio di cittadinanza e legalità anche oltre l’orario curricolare. Senza contare poi le azioni che stiamo mettendo in campo a corredo dell’attuazione della legge. Proprio nei mesi scorsi abbiamo avviato al Ministero i lavori della Cabina di regia sulla dispersione scolastica: combattere la povertà educativa è l’unica strada per combattere le altre povertà, per annullare le disuguaglianze, per dare un colpo mortale alla violenza e alla criminalità».

Proprio le scuole nei quartieri più difficili mettono spesso in campo molte iniziative antimafia che mostrano il grande impegno di tanti docenti. Eppure per molti sembra spesso di trovarsi di fronte a casi isolati, mancando una struttura sistemica che vari una strategia educativa in questa direzione: cosa si può fare di più e come?

«La strategia educativa di sistema esiste ed è connaturata alla missione specifica del nostro sistema di istruzione e formazione: educare giovani cittadini consapevoli e attivi. Educarli alla legalità e alla corresponsabilità. Farli sentire parte attiva, con le loro idee, le loro azioni, i loro talenti e i loro sogni, della vita della società in cui vivono. A ciò si aggiungono iniziative mirate che vanno a incidere a sostegno di questo impegno, soprattutto laddove c’è una maggiore necessità di intervento. A Palermo annuncerò buone notizie, che si muovono nel solco dell’azione portata avanti con la Buona Scuola, per l’istituto "Falcone" e per la scuola "De Gasperi": le scuole hanno ottenuto finanziamenti – circa 170.000 euro nel primo caso, oltre 40.000 nel secondo – per progettare attività anche in orario extrascolastico, per contrastare il fenomeno degli abbandoni e delle frequenze irregolari. Si tratta di passi importanti che rispondono alla richiesta delle dirigenti di costruire scuole aperte a beneficio delle ragazze e dei ragazzi e dell’intera comunità».

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