AGROALIMENTARE

Vino, 15 buyers cinesi a Palermo a caccia di eccellenze siciliane

PALERMO. Buyers cinesi a Palermo a caccia di eccellenze siciliane. Si è svolto ieri un incontro tra 15 buyers dell’«Hong Kong Trade Development Council» e un gruppo di 50 imprese siciliane del settore vinicolo e agroalimentare .

“ La scommessa sulla qualità rappresenta la carta vincente per conquistare il mercato cinese. I buyers di Hong Kong  hanno apprezzato molto i prodotti del made in Sicily. Questa esperienza ha costruito le basi per favorire  nuove opportunità di crescita per le nostre aziende”, ha commentato l'assessore regionale all'Agricoltura, Antonello Cracolici.

“ La Sicilia è ormai riconosciuta come un brand di successo sulla qualità e la sicurezza alimentare. Siamo la terra dei sapori e della bellezza, custode di una storia millenaria e di una biodiversità unica al mondo.  E’ questa l’idea di Sicilia che i cinesi vogliono conoscere attraverso i nostri prodotti. Il primo contatto con Hong Kong Trade Development Council risale all’ultimo Vinitaly. In quella sede, abbiamo proposto ai buyers cinesi di venire in Sicilia a visitare le nostre aziende, in vista della Hong Kong Wine and Spirits Fair, una delle principali fiere dedicate al vino che si svolgerà ad Hong Kong dal 9 all’11 novembre".

Soddisfatto per l’iniziativa anche Gianluca Mirante, direttore Italia dell’Hong Kong Trade Development Council: "Abbiamo accompagnato questa delegazione di 15 buyer volutamente in Sicilia grazie all’aiuto dell’Assessorato agricoltura della Regione Siciliana, proprio per iniziare a capire le dinamiche della produzione vinicola locale e al contempo aiutare le cantine siciliane ad approcciare un mercato che ha caratteristiche diverse da quello europeo, degli Stati Uniti o del Sudamerica - afferma. Abbiamo avuto modo di visitare diverse cantine. E’ emerso un interesse inedito anche per il vino bianco, ancora sconosciuto in Asia rispetto al vino rosso. Un segnale importante, mentre il settore agroalimentare è ancora più semplice da approcciare in Cina rispetto al vino, soprattutto ad Hong Kong  dove ci sono 160 ristoranti italiani di successo. Oltre al vino, abbiamo avuto modo di apprezzare  anche diversi prodotti agroalimentari: olio d’oliva, pomodori  e pomodori secchi e un certo tipo di formaggi – conclude. Auspico un importante presenza siciliana ad Hong Kong con un certo numero di aziende di qualità, in grado di rappresentare la Sicilia, perché la Sicilia è un brand. Non consigliamo di andare in Cina soltanto a vendere  il vino ma a portare l’idea di sicilianità, con le sue eccellenze  e le sue tradizioni”.

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