AMMINISTRATIVE

Comunali a Palermo, La Vardera presenta la sua squadra di assessori

PALERMO. La famiglia al centro, attenzione allo sport e al decentramento. Sono alcuni dei punti che caratterizzano il programma di Ismaele La Vardera, il candidato sindaco di Palermo alle prossime amministrative sostenuto da centrodestra, Fratelli d’Italia e dalla Lega di Salvini e che oggi ha presentato la sua squadra di assessori.

Nell’ipotetica giunta guidata da La Vardera saranno Davide Gentile, designato alle politiche giovanili e al decentramento, Carmelo Caruso, assessore alla cultura, Gigi Scalzo, assessore alla famiglia, Totò Borgese, con incarico allo sport, Vincenzo Mancino alle attività produttive. Assente invece Benedetto Zoccola, designato all’ambiente.

La Vardera ha annunciato che a Caruso andrebbe anche l’incarico di vicesindaco. «L'unico sport che pratica Orlando è quello dell’inaugurazione, in quello è campione», ha detto La Vardera introducendo l’assessore allo sport.

«Qui non si fa cultura sportiva - ha detto Borgese - il Palermo ne è la prova, non ci sono strutture adeguate per il turismo sportivo o per una finale nazionale». «Per la famiglia il ruolo delle donne è fondamentale», ha sottolineato Scalzo, ma al momento in giunta non sono presenti candidate. «Abbiamo ancora due posti vacanti, ci penseremo», ha detto La Vardera.

Presente anche Gianpiero Cannella: «chiederemo una delega alla Sicurezza per il Comune di Palermo - ha detto - per intervenire in maniera sinergica con le autorità. Ieri c'è stata la polemica sui candidati minori esclusi dal dibattito», ha proseguito Cannella, rideremo quando i candidati 'minorì saranno chiamati al telefono per le future richieste di alleanze».

"Siamo per l’accoglienza controllata senza perbenismi finti, altrimenti le derive sono sotto gli occhi di tutti», ha detto La Vardera commentando l’inchiesta di oggi contro l’immigrazione clandestina. «Lo ha dimostrato anche l’inchiesta della procura di Catania sulle Ong - ha proseguito La Vardera - Siamo i primi a tendere la mano e ad accogliere chi ha bisogno, ma diciamo no a all’accoglienza senza se e senza ma, servono controlli».

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