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L'ADDIO ALLA SERIE A

Palermo, retrocessione annunciata
Ora il closing, ma futuro incerto

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VERONA. Game over, il Palermo è matematicamente in Serie B. Per la nona volta nella sua storia. E non nutriamo dubbi sul fatto che questa è certamente la retrocessione più amara e umiliante. Perché la percezione che Zamparini sia voluto retrocedere, che quantomeno non abbia fatto nulla per evitarlo, è netta. Certe squadre non nascono per caso, certe situazioni di mercato non maturano senza un disegno ben preciso e ieri, nella partita che senza le vittorie di Empoli e Genoa avrebbe potuto tenere i rosa ancora in corsa, se n'è avuta la conferma. Costretto ad attaccare per vincere il Palermo non aveva un solo attaccante da schierare (Nestorovski era squalificato) e i due rinforzi di gennaio, Silva e Sunjic, non hanno messo piede in campo, come Posavec.

Il Palermo ieri non ha perso, ha salvato la faccia ma non il campionato. Perché questa è una retrocessione ampiamente annunciata, lo sosteniamo oggi come lo sostenemmo il giorno stesso della chiusura del mercato di agosto, quando Zamparini rinunciò a prendere un portiere e un paio di attaccanti. Un chiaro segnale di disimpegno e di arroganza, avvalorato da quanto poi fatto a gennaio. Era impensabile salvarsi con questa squadra di bambini e mezzi giocatori, stravolta peraltro dalla solita girandola di allenatori (ben cinque) che le ha vietato di acquisire un equilibrio tattico stabile. Una storia che ci andiamo raccontando da mesi, che ha indignato tutta l'Italia calcistica e che ieri, a tre giornate dal termine, è culminata nell'unico modo possibile.

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