Targa Florio, il direttore di gara: "Non c'era nevischio, incidente in rettilineo"

PALERMO. «L'equipaggio dell’auto, secondo regolamento si può alternare alla guida. L’incidente in cui sono morti il pilota Mauro Amendolia e il commissario di percorso Pippo Laganà, è avvenuto in un rettilineo dopo la postazione 30. Al momento dell’incidente non c'era nevischio e la strada si andava asciugando. Il commissario era a due metri dalla sede stradale e in posizione sopraelevata». Lo ha detto il direttore di gara della Targa Florio Marco Cascino in conferenza stampa.

«La camera car dell’equipaggio 29 iscritto alla Targa Florio è stata consegnata agli inquirenti che dovranno accertare le cause dell’incidente che ha provocato la morte del pilota Mauro Amendolia, del commissario Giuseppe Laganà e del ferimento della navigatrice Emma, figlia del pilota». Lo ha detto in conferenza stampa a Campofelice di Roccella il direttore di gara della Targa Florio Marco Cascino.

«Non siamo riusciti a comprendere bene l’accaduto ma speriamo dagli esami successivi e dai rilievi delle forze dell’ordine che si possa ricostruire la dinamica», ha aggiunto. L’incidente è avvenuto nella prova speciale 1 Piano Battaglia, intorno alla postazione 30, quella occupata dal commissario di gara deceduto, ed in un tratto di rettilineo che segue una curva sinistra con una successiva curva a destra.

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