Polizia scientifica, studenti sulla scena del crimine a Palermo

PALERMO. È disteso per terra, senza vita: sui vestiti tracce di sangue e poco distante un mazzo di chiavi, il mozzicone di una sigaretta e paio di forbici. Una scena del crimine ovviamente simulata dove ieri si sono mossi, come piccoli Sherlock Holmes, gli studenti del Cannizzaro e del Campus Lincoln, ospiti del Gabinetto regionale di polizia scientifica a Villa Adriana, diretto dal vicequestore aggiunto Caterina Bertuglia. Qui arrivano i dati indiziari di ben quattro province: oltre Palermo, i laboratori ed i loro esperti
sono punto di riferimento per le questure di Trapani, Agrigento e Caltanissetta.

Collettore di fatti e misfatti che spetta a loro fotografare e cristallizzare per non perdere neppure uno degli elementi, un domani fondamentali per ricostruire le vicende e risalire ai colpevoli.

«Sicuramente avete visto tante bellissime fiction americane - spiega il commissario capo e vice dirigente Silvia Marino - dove avviene un fatto di sangue e subito, incrociando i dati su un computer, si sa già in dieci minuti chi è l'assassino, dove abita e dove si trova in quel preciso momento. Fantasia, perchè l'attività di indagine è molto più complessa».

Riprese e montaggio di Salvatore Militello

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