Imago Mundi, a Palermo il progetto no profit di Luciano Benetton

PALERMO. Il Mar Mediterraneo, crocevia millenario di genti, culture, storie: a questo spazio comune di popoli è dedicata “Rotte Mediterranee”, l’esposizione delle collezioni Imago Mundi dei 19 Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, allo spazio ZAC dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo da oggi (sabato 18 febbraio) al 10 marzo nell’ambito della Biennale Arcipelago Mediterraneo.

Le acque del Mediterraneo, solcate da navigatori, di volta in volta pescatori, mercanti, soldati, esploratori, sono luogo di incontro e incrocio, contaminazione e mescolanza. “A Palermo non esistono migranti, ma cittadini: questa mostra è l’esempio di come vivere insieme è possibile e necessario”, dice il sindaco Leoluca Orlando mentre l’assessore alla Cultura, Andrea Cusumano, sottolinea come “Imago Mundi guarda ad un arcipelago composito e unitario, che è il Mediterraneo. Non potevamo ospitare un progetto più aderente alla linea della Biennale Arcipelago Mediterraneo”. Dal 2006 sotto l’egida della Fondazione Benetton Studi Ricerche, è partito il grande progetto non profit d’arte contemporanea Imago Mundi di Luciano Benetton.

Una collezione di migliaia di dipinti realizzati nel formato 10x12 centimetri da artisti affermati ed emergenti di 120 nazioni nel mondo.

Imago Mundi unisce Paesi dove il benessere è più sicuro a paesi in guerra; paesi storicamente contrapposti e divisi; comunità e minoranze; invitando tutti a dialogare in nome dell’arte. Ne nasce un caleidoscopio – ardente, creativo, immaginifico – di tecniche, colori, correnti, ispirazioni. Un mosaico di storie, passioni, sogni, azioni e contraddizioni, dove ciascuna opera vive di luce propria ma al contempo diventa il pezzo di un immaginario globale. Imago Mundi sceglie ora di dedicare il nuovo tassello del suo percorso espositivo al Mare Nostrum, dove “nostro” aspira a essere espressione di appartenenza da parte di tutte le nazioni che condividono questo mare culla delle civiltà occidentali: dal Medio Oriente, con la Palestina e Israele, la Siria e il Libano, alle coste dell’Africa, toccando Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco, fino a percorrere l’Europa dall’estremo Ovest del Portogallo alla Grecia e alla Turchia passando per Spagna, Francia e Italia con i focus su Campania e Sicilia, per risalire infine percorrendo l’Albania, il Montenegro, la Croazia e la Slovenia. “Imago Mundi non si chiuderà mai; è un progetto che continuerà ancora con altri artisti e un catalogo ogni anno – spiega Luciano Benetton – e si allargherà alla Cina”. La mostra offre uno spaccato contemporaneo inedito e originale sul mare di mezzo: quasi 3500 tele di altrettanti artisti rappresentati nelle 21 collezioni esplorano nuove rotte in un mare che negli ultimi decenni è diventato pure barriera, sinonimo di tragedia, disperazione e morte. I pannelli disegnati da Tobia Scarpa per Fabrica, immergono le opere in un mare nero da cui emergono come isole di un unico arcipelago.

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