IL CASO

Riina junior padrino della nipote, il vescovo: scelta inopportuna

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PALERMO. In chiesa a fare da padrino alla nipotina nella sua Corleone dopo avere ottenuto il permesso dei giudici e della chiesa. Giuseppe «Salvo» Riina, il figlio di Salvatore, sanguinario capomafia corleonese sepolto in carcere da una valanga di ergastoli, si è rimaterializzato in paese per una cerimonia religiosa con un ruolo che la dice tutta già nel nome ed è di nuovo «apriti cielo».

La chiesa considera i mafiosi scomunicati e la partecipazione al battesimo in qualità di padrino di un condannato per 416 bis fa gridare allo scandalo, quantomeno ai puristi della teologia.

Tanto che il vescovo di Monreale, Michele Pennisi, che per ora si trova in Africa, ha subito tentato di contattare don Vincenzo Pizzitola, il parroco che ha celebrato la messa nella chiesa madre di Corleone: «Si tratta di un comportamento censurabile e quantomeno inopportuno, che non approvo», ha detto monsignor Pennisi.

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