TRIBUNALE

Rapinarono una tabaccheria con un fucile, scattano due condanne a Palermo

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Tribunale di Palermo

PALERMO. A febbraio scorso erano entrati in tabaccheria con un fucile a canne mozze. Attimi di panico all’Antica Tabaccheria Maqueda, al civico 43 di via Maqueda, a due passi dalla Stazione centrale. I due hanno tentato la fuga a bordo di due scooter, tentando di far perdere le proprie tracce nascondendosi tra i vicoletti. Ma gli agenti sono riusciti a prenderli e hanno scoperto che uno di loro, Carmine Zambon, aveva già “colpito” in altri due casi. Per Giovanni Natalizii era invece la prima volta. Questo pomeriggio il gup Nicola Aiello ha condannato a sei anni in continuazione Zambon, cinque anni per Natalizii.

Gli agenti della squadra mobile li avevano bloccati mentre stavano cercando di scappare a bordo di due scooter, uno Honda Sh e un Aprilia Scarabeo, con le targhe coperte da adesivo nero. I poliziotti per fermare i due avevano esploso un colpo in aria. I due rapinatori hanno buttato per terra un fucile a canne mozze calibro 12 che avevano utilizzato per mettere a segno il colpo e spaventare il titolare della rivendita. E' stata recuperata anche la refurtiva: 389 euro e 25 stecche di sigarette.

Secondo la Procura, Zambon aveva compiuto altre due violente rapine ai danni di una farmacia e una tabaccheria della zona Calatafimi. La prima rapina risale al 23 luglio 2014, quando tre uomini completamente travisati hanno fatto irruzione in una farmacia di via Paruta e, pistola in pugno, hanno portato via un bottino di oltre 3.200 euro. La seconda rapina il 22 gennaio del 2016, ai danni di una tabaccheria di via Cesare Terranova: Zambon, anche in questo caso accompagnato da altri due compici, ha portato via circa 2.500 euro. Alla sua identificazione, gli investigatori sono giunti grazie alle telecamere di videosorveglianza esterne alla farmacia, che hanno ripreso Zambon prima della rapina senza passamontagna, e grazie anche al suo accento napoletano e al vistoso tatuaggio sul braccio. L'uomo è stato fermato nei pressi di una sala giochi di corso Calatafimi e durante la perquisizione della sua abitazione sono stati ritrovati i vestiti indossati in occasione di entrambe le rapine. Zambon ha quindi confessato.

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