BLITZ DEI CARABINIERI

Acquisti con assegni rubati o senza copertura, truffa tra Palermo e Monreale: scoperta banda

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PALERMO. Sgominato un gruppo criminale composto da sette persone che sono accusate di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di assegni, alla truffa ed al falso a Palermo e provincia.  Tra gli arrestati Giuseppe D’Accardi, di 57 anni Giuseppe Meli, di 64 anni. Sono stati notificati gli arresti domiciliari a Vincenzo Infantino, di 42anni, di Altofonte, mentre gli altri tre sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: Riccardo Serio, 54enne di Palermo, Marina Currò, commerciante di 39 anni di Villagrazia di Carini, e Angela Biondo, 61enne di Palermo. Sono tutti accusati della ricettazione di numerosissimi assegni rubati.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Monreale hanno scoperto che alcune truffe sarebbero state attuate mettendo in circolazione assegni bancari o postali postdatati senza alcuna copertura economica. Questi sono stati introdotti nel circuito commerciale e servivano da denaro “pronta consegna”.

Gli importi andavano da un minimo di 200 euro a un massimo di 4.000 euro circa, cifre non altissime per non destare sospetti. La banda era ben strutturata e operava a Palermo e nel suo hinterland.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri a capo del gruppo ci sono Giuseppe D’Accardi, rappresentante di prodotti per bar, Giuseppe Meli, e Antonino Scaglia, 51 anni. Diversi prestanome avrebbero aperto dei conti correnti di comodo con il solo scopo di ottenere dei carnet di assegni che successivamente venivano consegnati ai componenti dell’organizzazione criminale. Gli organizzatori dopo averli controllati tramite siti on-line tipo (CAI-PASS) avrebbero venduto questi assegni, posdatandoli, al prezzo di circa 200 euro ciascuno, consentendo così agli acquirenti di far circolare denaro “virtuale” senza una reale copertura finanziaria.

Ma l’organizzazione criminale si sarebbe occupata anche della vendita di assegni rubati o smarriti che erano inesigibili, perché bloccati a seguito delle denunce sporte in conseguenza del furto o dello smarrimento. Anche questi titoli di credito sarebbero stati rivenduti ad un prezzo di 50 euro ciascuno.

I cosiddetti assegni “ballerini” sarebbero stati utilizzati per commettere truffe, organizzate nei dettagli da Giuseppe D’Accardi.
Gli assegni smarriti, dopo essere stati posti all’incasso dalle ignare vittime, venivano bloccati poiché provento di smarrimento o furto e quindi oggetto di indagini. In questi casi, D’Accardi si sarebbe occupato di individuare dei soggetti associati che, per poche decine di euro, si autodenunciavano dichiarandosi autori dell’illecita negoziazione. Tra loro anche Antonino Scaglia, pluripregiudicato di Borgo Nuovo, già recluso al Pagliarelli per reati della stessa natura.

 

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