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Acqua a giorni alterni a Palermo, verso lo slittamento la data per l'inizio dei turni

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PALERMO. Martedì non sarà il giorno in cui scatteranno i turni per l'erogazione dell'acqua a Palermo. Ieri Leoluca Orlando ha chiesto alla Regione di rivedere i tempi di attuazione della turnazione idrica per la città, i tempi sono troppo stretti secondo il sindaco: "Non è pensabile dare avvio ad una turnazione idrica - ha detto Orlando - in una realtà come quella di Palermo con soli 5 giorni di preavviso. Per questo chiediamo alla Regione, dal cui tavolo tecnico è scaturita la decisione, di rivedere la data del 3 gennaio, prevedendo un rinvio che renda possibile alle famiglie e agli operatori economici di attrezzarsi adeguatamente".

Lo slittamento della data con tutta probabilità arriverà ma si tratta soltanto di qualche giorno, poi il razionamento dell'acqua sarà  reale.

Nei giorni scorsi l'Amap aveva annunciato che "il perdurare della situazione di scarse precipitazioni che interessa ormai da mesi la Sicilia, ha portato ad una consistente riduzione delle riserve d’acqua nelle province di Palermo, Enna e Caltanissetta".

E basta dare un'occhiata ai livelli degli invasi che approvvigionano il capoluogo siciliano per farsi un'idea. Il lago artificiale dello Scanzano è quello che registra la situazione peggiore: è pieno al 13,42 per cento. Meglio gli altri invasi: Rosamarina al 37,95 per cento, Poma al 38.86, il lago di Piana degli Albanesi è pieno solo al 38 per cento. A conti fatti a Palermo i quattro invasi hanno attualmente una disponibilità di meno di 73 milioni di metri cubi d’acqua, a fronte di una capacità massima superiore a duecento milioni.

Insomma: una riduzione di un terzo. Numeri che hanno allarmato gli esperti, da qui la decisione di tagliare la distribuzione dell'acqua. Sulla vicenda un chiarimento arriva da Maria Prestigiacomo, presidente di Amap: "Vista la gravità della situazione e l’urgenza di intervenire – afferma la Prestigiacomo – i nostri uffici stanno lavorando nei tempi minimi per la predisposizione del progetto e stiamo valutando la possibilità di richiedere un intervento della Protezione civile".

Non è migliore la situazione nella zona di Agrigento. Girgenti Acque, infatti, non potrà più utilizzare l’acqua proveniente dal Lago Leone (fondamentale risorsa idrica con la quale si sopperiva alle varie carenze nella provincia di Agrigento). "Tale riduzione - si legge in una nota - andrà ad aggiungersi alle due recenti riduzioni effettuate da Siciliacque di concerto con il Dipartimento Regionale nell’ultimo periodo, quella del mese di ottobre e l’ulteriore riduzione del mese di dicembre". Predisposto "un piano di redistribuzione e riequilibrio delle risorse idriche disponibili per ripartire equamente tra tutti i comuni gestiti la riduzione con l’inevitabile allungamento dei turni di erogazione, in taluni casi già particolarmente critica".

 

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