Almaviva, via libera agli esuberi. A Palermo saranno 1670, momenti di tensione - Video

PALERMO. Formalizzata la procedura di licenziamento collettivo di 2.988 lavoratori dei call center Almaviva: 1.670 a Palermo, 918 a Roma e 400 a Napoli. Tensione davanti la sede di Alicos a Palermo, dove circa 300 lavoratori si erano radunati in attesa di ricevere notizie dall'azienda. Sul luogo una camionetta della polizia, una dei carabinieri e diversi agenti della digos, per scongiurare incidenti.

Il piano di riorganizzazione di Alamaviva "è diretto al necessario obiettivo di garantire condizioni di equilibrio industriale e di avviare, nel medio periodo, un percorso di rilancio del posizionamento di mercato nel settore". E' quanto scrive il gruppo, leader nel settore dei call center nella nota nella quale ha annunciato una riduzione di personale.

Almaviva scrive che "in uno scenario di mercato dominato da fattori distorsivi che seguitano ad alterare profondamente il contesto competitivo, dal mancato rispetto delle norme sulle delocalizzazioni di attività in Paesi extra UE all'utilizzo opportunistico degli incentivi per l'occupazione, contrassegnato dal calo progressivo dei volumi totali lavorati in Italia e dalla continua compressione del prezzo dei servizi," tra il 2011 e il 2015 ha registrato in Italia una contrazione dei ricavi del 33%.

E ancora: "Nel corso dei prossimi settantacinque giorni, in base alle previsioni della normativa in materia, prosegue la nota di Almaviva, la Società si confronterà con le Organizzazioni Sindacali per esaminare l'impatto sociale ed occupazionale della procedura. La società precisa che le scelte fin qui operate volte a sostenere l'impegno produttivo, a consolidare il proprio radicamento nel territorio nazionale e a salvaguardare la continuità dell'intera forza occupazionale, anche attraverso il pluriennale ricorso a strumenti di solidarietà difensiva per gestire gli esuberi dichiarati, non sono più sufficienti a fronteggiare, in assenza di iniziative correttive, la situazione di crisi strutturale che, solo nell'ultimo biennio, ha provocato in Italia circa 16 milioni di euro di perdite per l'Azienda e ha già comportato ricapitalizzazioni da parte dei Soci per circa 50 milioni di euro". E concude: "L'accertata insostenibilità delle attività svolte alle condizioni attuali - prosegue la nota- rende necessario e urgente per AlmavivAContact un articolato intervento di riorganizzazione, le cui linee direttrici sono costituite da riduzione dei costi, efficientamento degli assetti logistici, valorizzazione delle leve di sviluppo commerciale basate su tecnologie proprietarie e dalla semplificazione della struttura organizzativa"

I sindacati. "Gli effetti e la somma di responsabilità plurime - dice il segretario della Uilcom regionale siciliana Giuseppe Tumminia - consegnano un risultato devastante per migliaia di famiglie. Va ricercata una soluzione alla vertenza riconducendo il tavolo Almaviva dentro gli impegni che il governo nazionale ha annunciato nell'incontro al Mise del 9 marzo". E ancora:  "L'azienda deve utilizzare gli ammortizzatori sociali pari a 61 milioni di euro - spiega il sindacalista - messi a disposizione dal governo, uscendo dal tatticismo. E' chiaro che se le posizioni intransigenti di Almaviva che non vuole trovare nessuna soluzione dovessero consolidarsi, è opportuno che passi la mano a qualche imprenditore disposto a garantire la continuità occupazionale su Palermo", che subisce 1.670 licenziamenti.

"Non è pensabile - osserva Tumminia - che si mettano per strada migliaia di persone al solo fine di rincorrere qualche risparmio sui grassi bilanci delle committenze pubbliche e private nel settore del call center in outsourcing: Telecom, Wind, Vodafone, Enel, Alitalia, Poste Italiane, Sky, chiamate in solido a rientrare il lavoro dai paesi dell'Est europeo".

I lavoratori Almaviva si preparano a scioperare a Palermo, con un concentramento a piazza Indipendenza, per sollecitare il governo regionale "ad assumere un ruolo attivo in questa vertenza". Da domani, inoltre, davanti la sede di Almaviva a Palermo nascerà un presidio libero dei lavoratori, con un gazebo permanente dove a fine turno si altereranno gli operatori che rischiano in massa il posto di lavoro. "Sono stati dichiarati 1.670 esuberi a Palermo a fronte di perdite dichiarate del 5-6 per cento. Questa è solo la prima incongruenza: come si fa a licenziare il 50 per cento del personale di Almaviva in Italia per una perdita del genere?", dicono il segretario Slc-Cgil Palermo Maurizio Rosso e la rappresentante Slc-Cgil Rosalba Vella, che giudicano "gravissima" l'apertura delle procedure di mobilità. "Adesso si apre una strada in salita: ci sono 75 giorni di tempo per trovare soluzioni per scongiurare anche un solo licenziamento - aggiungono - In questo mese siamo riusciti a mettere insieme tutte le istituzioni: governo nazionale, Regione e Comune. Chiediamo garanzie alle istituzioni. Da domani mattina siamo pronti a sederci al tavolo per discutere, presseremo in tutti i modi per avere di fronte un piano serio di investimenti".

Per Slc-Cgil "è la vertenza più importante di Palermo: si tratta di mettere al buio un'intera città, non c'è famiglia che non abbia al suo interno un lavoratore Almaviva" "Non si capisce perché un'azienda unica apra procedure licenziamenti solo in tre siti, Palermo, 900 a Roma e 400 a Napoli. L'ottimizzazione delle risorse deve essere fatta attraverso interventi di pianificazione in tutte le aziende del gruppo, non solo in tre città - Il vice ministro ha assicurato che la commessa Enel non sarà tolta subito ma resterà ad Almaviva per un anno e mezzo ancora. Non capiamo allora perché i licenziamenti partono da oggi. Si è parlato anche di sanzioni per le delocalizzazioni. Le regole ormai sono in campo. Andremo sotto le sedi dei committenti Enel, Wind, Telecom. Faremo i nostri gazebo per la città, perché vogliamo garanzie". (ANSA).

 

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