LA SENTENZA

Esondazione fiume Platani, 104 indagati prosciolti dopo 7 anni

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Secondo il Gup la causa delle esondazioni è stata la cattiva manutenzione del greto, che sarebbe spettata al genio Civile

PALERMO. Tutti prosciolti i 104 indagati per le esondazioni del fiume Platani, nel Palermitano. Lo ha deciso il Gup di Termini Imerese Stefania Gallì che chiuso così una vicenda lunga sette anni.

Secondo la Procura di Termini, i proprietari dei terreni confinanti con il fiume, abitanti di Castronovo di Sicilia (Palermo), avrebbero occupato abusivamente i terreni adiacenti all'alveo del corso d'acqua che si sarebbe così ristretto, straripando alle prime piogge. Avrebbero, inoltre, messo in pericolo la pubblica incolumità.

Era indagato anche il prete del paesino che conta circa tremila abitanti che fu uno dei primi a denunciare i problemi dovuti allo straripamento del fiume tra il 2009 e il 2010.

Il processo fu chiesto tre ani fa, ma solo adesso c’è stato il pronunciamento del Gup che ha dato ragione agli avvocati degli indagati – difesi, tra gli altri, dai legali Stefano Santoro e Luigi Miceli - basandosi su una perizia secondo la quale la causa delle esondazioni è stata la cattiva manutenzione del greto, che sarebbe spettata al genio Civile, stesso organo delegato dai pm per le indagini.

Con la sentenza di proscioglimento, inoltre, il Gup ha mandato gli atti alla Procura di Termini per accertare se vi siano responsabilità di chi sarebbe stato preposto alla manutenzione.

 

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