L'INDAGINE

Libica indagata a Palermo, nel suo pc foto di bambini kamikaze

di
I pm ritengono che, oltre ai guerriglieri islamici pronti al martirio, siano ritratti anche «foreign fighters» andati a combattere in Libia e in Siria

PALERMO. Le immagini dell’orrore e quelle della paura, arrivate via Facebook o con whatsapp, Khadiga Shabbi le conservava nel computer di casa e il consulente informatico nominato dalla Procura di Palermo le ha tirate fuori: dopo la prima udienza della settimana scorsa, oggi si torna davanti al tribunale del riesame, al quale i pm Gery Ferrara e Emanuele Ravaglioli hanno chiesto l’arresto della ricercatrice universitaria libica, indagata con l’accusa di istigazione a compiere atti di terrorismo.

Il carcere per la Shabbi, che ha 45 anni, la Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo del capoluogo siciliano lo aveva proposto il mese scorso, ma il Gip Fernando Sestito aveva ritenuto sufficiente l’obbligo di dimora in città, non convalidando il fermo dei pm.
Le foto sono quanto mai eloquenti, sostiene l’accusa. C’è un bambino piccolo, col volto coperto da un cappuccio e l’aplomb sinistro e certo non voluto del kamikaze: ha infatti una cintura esplosiva e una donna velata gli sta accanto per sistemargliela.

DAL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA. PER LEGGERE TUTTO ACQUISTA IL QUOTIDIANO O SCARICA LA VERSIONE DIGITALE

© Riproduzione riservata

Scopri di più nell’edizione digitale

Dal Giornale di Sicilia in edicola. Per leggere tutto acquista il quotidiano o scarica la versione digitale

LEGGI L’EDIZIONE DIGITALE
* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X