LA SENTENZA

Auto in doppia fila, imputazione coatta per violenza privata

PALERMO. Parcheggiare la propria auto in doppia fila in modo da bloccare un'altra vettura può costare un processo per violenza privata.

E' quello che è successo ad un automobilista palermitano, per il quale il gip di Palermo Nicola Aiello ha disposto l'imputazione coatta facendo riferimento a una sentenza della corte di Cassazione secondo la quale "il requisito della violenza si identifica in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l'offeso della libertà di determinazione e azione".

Il 16 novembre del 2012, l'uomo aveva parcheggiato l'auto in doppia fila in via Leonardo Da Vinci ed è andato dal barbiere, impedendo così ad una signora di poter uscire dal parcheggio. Inoltre l'automobilista avrebbe anche minacciato la donna con un bastone.

E' della scorsa primavera l'ordinanza che prevede che anche i 70 ausiliari del traffico Amat, adibiti al controllo della sosta tariffata ed alla rimozione, possano anche avere il compito di sorvegliare e multare, con autorizzazione autonoma alla rimozione, le auto parcheggiate in doppia fila lungo le zone blu di loro competenza. Lo prevede un accordo fra l'amministrazione comunale di Palermo, la polizia municipale e l'Amat per far snellire il traffico lungo le principali arterie cittadine.

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