LA DELIBERA

Mobilità nelle partecipate a Palermo, sì del consiglio comunale

PALERMO. Il consiglio comunale di Palermo ha approvato l'atto di indirizzo sulle aziende partecipate, che contano poco più di 8 mila addetti. Il provvedimento è passato a maggioranza, con il voto a favore del Partito democratico che alla vigilia di Capodanno aveva criticato la scelta di inserire all'ordine del giorno dei lavori d'aula proprio la delibera sulla mobilità nelle partecipate.

"L'atto prevede l'internalizzazione dei servizi tra le partecipate con uno stop agli appalti esterni - dice il capogruppo del Mov139, Aurelio Scavone -, impone di allineare gli stipendi dei direttori generali delle sei partecipate ai compensi dei dirigenti comunali e di far ricorso a nuove assunzioni solo nel caso in cui le società non dispongono di professionalità eventualmente richieste".

Il capogruppo dem a Sala delle Lapidi, Rosario Filoramo, aggiunge che "il Pd ha presentato un emendamento al testo, che prevede di subordinare eventuali nuove assunzioni nelle aziende all'assenza in organico delle professionalità richieste e solo dopo aver condotto una ricognizione del personale. In aula ha prevalso il buon senso".

"In questi tre anni siamo passati da un sistema di aziende fallite o sull'orlo del fallimento ad aziende che possono tornare ad assumere e, soprattutto, agiscono sotto una sola direzione politica e di indirizzo gestionale". Lo afferma il sindaco Leoluca Orlando commentando l'approvazione, avvenuta la scorsa notte all'unanimità, da parte del Consiglio Comunale della delibera che ha fra l'altro revocato il blocco delle assunzioni e della mobilità orizzontale, ha posto un tetto retributivo per i dirigenti delle aziende ed ha previsto la possibilità di modifica degli statuti per permettere l'ingresso di altri comuni fra i soci delle stesse partecipate. "Con questa delibera, si chiude definitivamente, anche sul piano formale e regolamentare, l'epoca in cui le Aziende potevano essere delle repubbliche autonome - prosegue - , il cui risultato era affidato alla buona o cattiva capacità dei singoli dirigenti, piuttosto che ad un quadro d'azione voluto dal Consiglio comunale e guidato dall'Amministrazione". Per Orlando: "questa delibera infine conferma due elementi importanti: quello della Reset come azienda consortile di tutte le aziende e quello della visione metropolitana di tutte le partecipate, i cui Statuti potranno ora essere modificati più semplicemente per favorire l'ingresso di nuovi soci e quindi, entrare in una dimensione sovracomunale che è strumento di economia di scala e razionalizzazione di servizi."

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