AUTOSTRADA PALERMO-CATANIA

Viadotto, Delrio: “Demoliremo entrambe le carreggiate, tre mesi per realizzare la bretella"

SCILLATO. Nemmeno una parola sulle dimissioni di Pietro Ciucci dall'Anas, né sulle polemiche per la collina già franata la prima volta nove anni fa e l'ultima appena un anno fa, sul versante opposto, rovinando sulla strada statale. Circondato dai funzionari dell'Anas, il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio, fa il suo sopralluogo sull'arcata del ponte Himera e poi sulla parte inferiore: il ponte è chiuso da cinque giorni, con la Sicilia spezzata in due e gli amministratori dei comuni delle Madonie in allarme per i contraccolpi all'economia e per i disagi sociali.

Cento chilometri di deviazione che diventano una odissea tra i tornanti delle statali che salgono su per i monti per poi scendere a valle, dove si riversano auto, pendolari, pullman di studenti e mezzi pesanti. Ore e ore in fila, con alle porte la stagione turistica. C'è chi pensa a un collegamento aereo tra Palermo e Catania, Alitalia lo faceva negli anni Settanta. "E una situazione grave, molto seria", dice subito il ministro. Un tecnico gli fa notare una casa sulla collina semi-inghiottita dalla frana, che ha portato a valle detriti di ogni tipo finiti contro due piloni del ponte, che si sono incrinati, spostando di due metri un tratto di una carreggiata, accasciatasi su quella gemella, e danneggiando altri tre piloni, che poggiano sul fondale del fiume Himera. "Purtroppo bisognerà demolire entrambe le carreggiate e non una come si ipotizzava inizialmente", chiarisce Delrio, smontando così l'ipotesi di poter utilizzare almeno una delle due campate, quella con i piloni intatti. "Il danno è tale che è meglio e più rapido abbattere 200/300 metri di tratta e ricostruirli", conferma il presidente dell'Anas Pietro Ciucci ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo. Secondo Ciucci "il viadotto era efficiente ma c'è stata una frana, in parte fermata dai piloni che però sono ceduti sotto il peso della slavina".

Per ripristinare circa 300 metri di ponte e i cinque piloni ci vorranno tra i 18 e i 24 mesi. Sui costi il ministro Graziano Delrio non si sbilancia, mentre dall'Anas confermano che serviranno circa 30 milioni di euro. "Le risorse le troveremo, perché è assolutamente indispensabile ripristinare questa opera", promette il ministro, "per evitare un danno economico per la Sicilia che potrebbe essere rilevante per l'interruzione di questa arteria". I fondi "saranno messi nel contratto di programma di Anas per la manutenzione straordinaria e per gli imprevisti", assicura Delrio e "non saranno fondi sottratti alla prevenzione". Per il dissesto idrogeologico, la cui mission passerà da Palazzo Chigi alle Infrastrutture dunque rimanendo sotto il suo controllo, il ministro conferma la disponibilità di 7 miliardi di euro "per affrontare le criticità di un Paese fragile".

Delrio ha dato mandato a una commissione d'inchiesta ministeriale di accertare le responsabilità di quanto accaduto al ponte Himera e da' appuntamento fra tre mesi a chi intravede il rischio che il ripristino dell'infrastruttura rimanga un'opera incompiuta. Tre mesi è il tempo stimato per l'attivazione della soluzione alternativa individuata da ministero e Anas: un bypass di un chilometro e mezzo di collegamento tra la statale e lo svincolo di Scillato. Per sistemare il tratto si lavorerà a una regia trazzera, costo stimato un milione di euro. "È la soluzione più semplice e più veloce", spiega Delrio. Che ha cercato di rassicurare anche gli amministratori che lo hanno seguito durante il sopralluogo. Come il sindaco di Caltavuturo, Giuseppe Calogero Lanza: "Siamo molto preoccupati, a produrre reddito sono oggi i dipendenti pubblici che lavorano fuori e che ogni mattina raggiungono Palermo o Termini Imerese". Tanti sono i problemi, soprattutto quelli legati all'assistenza sanitaria. Tanto che il governo Crocetta, in raccordo con gli amministratori dei comuni delle Madonie (Castellana, Geraci, Petralia, Alimena, Polizzi Generosa, Bompietro, Caltavuturo), è corso subito ai ripari. Sarà potenziato, intanto, il servizio del 118 e saranno implementati i reparti degli ospedali di frontiera con più medici e infermieri. Alcuni campi sportivi saranno utilizzati come pista di atterraggio degli elicotteri del 118 e della Protezione civile.

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