CARABINIERI

Nuova intimidazione a una pasticceria a Palermo, il titolare: "Voglio chiudere"

Il commerciante è vittima di diverse estorsioni che portarono nel 2011 al blitz dei carabinieri «Hybris», con 35 arresti e una nuova mappa del pizzo in città

PALERMO. Due fori sul muro esterno del proprio locale: è l'ultimo «avvertimento» ricevuto da Alessandro Marsicano, titolare dell'omonima pasticceria in via Solarino, a Palermo. La scoperta è stata fatta giovedì dai carabinieri che lo scortano.

«Basta, sono stanco, voglio chiudere. Io credo nella giustizia ma non voglio essere lasciato solo», ha detto Marsicano. Il commerciante è vittima di diverse estorsioni che portarono nel 2011 al blitz dei carabinieri «Hybris», con 35 arresti e una nuova mappa del pizzo in città. «Da allora le minacce non si sono mai fermate e aver tolto da dicembre le telecamere di sorveglianza non è stato certo di aiuto - aggiunge Marsicano, che racconta decine di episodi denunciati ai carabinieri - dalle minacce e aggressioni verbali ai tentativi di rapina, dagli appostamenti sotto casa fino al coltello piantato nella ruota della macchina del figlio della mia compagna». Al commerciante è assegnata la tutela ma chiede «l'installazione di telecamere per la sicurezza dei propri familiari e dei clienti».

«Soffro di attacchi di panico, prendo dei farmaci, e per quello che ho sopportato finora mi è stata riconosciuta un'invalidità del 40% - prosegue il commerciante - ho subito un danno economico, l'intero rione mi ha boicottato e se non fosse per l'università lavorerei poco. Ringrazio i carabinieri che mi tutelano, da anni faccio incontri nelle scuole e nelle parrocchie. E sì, denuncerei ancora, l'ho fatto per i miei figli, però ora chiedo che lo Stato e l'opinione pubblica mi siano vicini». A portare sostegno e solidarietà a Marsicano l'imprenditore antiracket Ignazio Cutrò, presidente dell'associazione nazionale testimoni di giustizia: «Esprimiamo viva preoccupazione sui recenti atti intimidatori nei confronti del commerciante Alessandro Marsicano». «Non è accettabile - continua - che lo Stato da un lato provveda ad assegnargli un dispositivo di scorta e dall'altro lasci totalmente sguarnito e privo di un sistema di videosorveglianza l'attività commerciale di Marsicano, che resta preda, come verificatosi nella notte pochi giorni fa, di gravi atti di intimidazioni dagli esiti potenzialmente disastrosi».

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