COMMERCIO

L’ex gioielleria Fiorentino venduta a Mirri

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La sede di via Libertà passa a un’immobiliare del presidente della Damir, che non ha parte nell’operazione. La cifra è top secret

PALERMO. L’ex gioielleria Fiorentino è stata venduta a una immobiliare riconducibile all’imprenditore palermitano Daniele Mirri, presidente della Damir, azienda che opera nel campo della pubblicità, che non ha però parte nell’operazione. Il preliminare di acquisto è stato firmato la scorsa settimana, per una cifra che rimane top secret. Il documento contiene l’impegno a estinguere principalmente i debiti della Fiorentino, saldando per prima cosa le differenze delle sommne che devono ancora essere percepite dai lavoratori. A Natale, infatti, i 23 impiegati licenziati lo scorso luglio hanno ricevuto un acconto del 20 per cento del trattamento di fine rapporto (Tfr). «L’accordo definitivo sarà chiuso la prossima settimana - dice Francesco Tumbarello, liquidatore della Fiorentino, che non fornisce particolari sull’immobiliare - la vendita del negozio permetterà l’estinzione integrale dei debiti nei confronti dei lavoratori e, con l’importo residuo, soddisferemo quanto più possibile le pretese dei fornitori, non in maniera integrale».

Ad essere stato venduto è l’intero negozio, composto da due piani interrati, il pianterreno e l’ammezzato. Il gioiellino immobiliare si trova in via Libertà, nella strada più elegante della città, dove le griffe internazionali hanno fatto capolino da qualche tempo. Svanisce invece l’ipotesi sul possibile mantenimento di una piccola porzione dell’area di vendita per la nascita di una gioielleria a marchio Fiorentino, ma con una nuova società.

Il negozio interessa molti marchi, primo fra tutti Zara Home, che già da tempo ha avanzato la proposta di andarsi a posizionare al posto di Fiorentino. Ma la possibilità che arrivi in affitto una delle insegne del gruppo spagnolo Inditex, anche se la trattativa è in fase molta avanzata, rimane ancora un nodo da sciogliere. Questioni di logistica della struttura dividono ancora le due parti.

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