L'INCHIESTA

Pollina, il prete respinge le accuse di violenza sessuale

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Le dichiarazioni della vittima avrebbero trovato riscontri nelle indagini. Ma don Marchese avrebbe fornito particolari che la Procura intende approfondire

PALERMO. Non più di un’ora. Tanto è durato l’interrogatorio di garanzia di Paolino Marchese, l’ex parroco di Pollina finito agli arresti domiciliari sabato scorso con l’accusa di aver abusato più volte di una tredicenne.

Non avrebbe negato di conoscere la presunta vittima, ma - rispondendo alle domande del gip di Termini Imerese - avrebbe respinto tutte le accuse. Non avrebbe mai attirato la ragazzina in parrocchia per violentarla almeno quattro volte, ormai otto anni fa, come ha invece denunciato la giovane che oggi ha 21 anni. Il racconto della ragazza, però, avrebbe trovato diversi riscontri nelle indagini dei carabinieri, coordinate dal procuratore capo di Termini Imerese, Alfredo Morvillo, e dal sostituto Bruno Brucoli.

L’ex parroco di Pollina e di Aliminusa - che da mesi si era trasferito a Roma - durante l’interrogatorio avrebbe fornito inoltre particolari che la Procura intende ora approfondire. L’inchiesta, dunque, sarebbe tutt’altro che chiusa.
La ragazza, come lei stessa ha fatto mettere a verbale, sarebbe rimasta ammaliata dal sacerdote. Quando l’avrebbe trattenuta o richiamata in parrocchia, quando sarebbero rimasti soli, e lui l’avrebbe violentata, non sarebbe riuscita a respingerlo. Non ne avrebbe avuto la forza.

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