IL CASO

Balletto burlesque all’Ucciardone
A Palermo esplode la polemica

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Protesta degli agenti per lo show di una ballerina messo in scena qualche giorno fa per i detenuti: «Scelta inopportuna»

PALERMO. Balletto burlesque nel teatro del carcere Ucciardone. Curve femminili in bella mostra per la gioia dei detenuti. Lustrini, piume e paillettes all’insegna della sensualità e dell'ironia. E scoppia la protesta degli agenti penitenziari, che attraverso il sindacato di polizia Sippe e l'Associazione per i diritti e le tutele contestano l’esibizione di una «danzatrice in abiti succinti» per un pubblico di detenuti, alcuni dei quali della nona sezione, quella di massima sicurezza. «Uno spettacolo inopportuno» dice Alessandro De Pasquale, segretario generale del sindacato. Forma d’arte tutta al femminile, il burlesque è una danza antica nata nell’Inghilterra del Settecento. Negli ultimi anni è tornata di gran moda. Malizia e irriverenza al tempo stesso. Un gioco per adulti. Non è piaciuto a tutti.

L’episodio riaccende le polemiche sulle condizioni «mortificanti» in cui sarebbe costretto a lavorare il personale di sicurezza del penitenziario borbonico di via Enrico Albanese. Gli agenti lamentano da mesi carenza di personale, turni massacranti, condizioni igienico-sanitarie precarie, aggressioni continue, spazi angusti, ambienti pericolosi per la salute del personale di polizia e per gli stessi detenuti. L’estate scorsa, a scatenare l’ira degli agenti era stata la distribuzione di gelati ai detenuti in occasione della rassegna cinematografica. «Degustazioni nell’intervallo dei film e gli agenti senza potere bere neanche un bicchiere d'acqua fresca a causa della chiusura del punto ristoro», era stato il coro di proteste. Adesso il burlesque. «Lascio immaginare le reazioni che hanno avuto i detenuti durante lo spettacolo» dice De Pasquale: «C'è stato anche chi, rivolgendosi ai poliziotti, ha urlato: stasera i bagni saranno tutti occupati, vi conviene bussare prima di entrare e fare la conta».

Durante le festività di fine anno, un altro episodio ha creato malumore fra il personale. Lasagne e panettoni offerti ai detenuti da un noto bar della città. E a capodanno, cannoli per tutti dalla stessa pasticceria. «Un trattamento da hotel a cinque stelle che non possiamo accettare - dice De Pasquale - se dall’altro lato gli agenti sono costretti a lavorare al gelo per la mancanza di riscaldamento. Ci sono delle stufette, ma spesso sono guaste».

Scarse risorse economiche, ma anche problemi di sicurezza fra le sezioni del carcere. L'ultimo episodio, denuncia il sindacato, è accaduto giovedì scorso. «Un agente si è sentito male in servizio - conclude De Pasquale - ma ha dovuto attendere la fine del turno per essere accompagnato in ospedale da un altro collega perché l'amministrazione non ha attivato tutte le procedure a tutela della salute del poliziotto».

Per la direttrice del carcere, Rita Barbera, «i problemi legati alle condizioni di lavoro del personale di sicurezza non c'entrano nulla con il trattamento dei detenuti. Non stiamo parlando di rivendicazioni sindacali - continua la direttrice - ma di un'interferenza con le attività dell'amministrazione penitenziaria. È una censura che non accetto, una polemica ideologica - conclude Barbera - che contrasta con il progetto di rieducazione e svago dei detenuti».

 

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