La "Gisela!" di Emma Dante inaugura con successo la stagione 2015 del teatro Massimo di Palermo - Video

PALERMO. La forza narrativa e scenica di Emma Dante tiene a battesimo anche quest’anno (lo aveva fatto già lo scorso con il ‘Feuersnot’ di Strauss) la Stagione lirica 2015 del Teatro Massimo, che conclude la sua serata inaugurale con una «Splendida!» urlata dalla platea sulle ultime battute della messinscena, e una pioggia di applausi che ha fasciato tutte le maestranze della ‘Gisela! ossia Le strane e memorabili vie della felicità’: dagli attori della compagnia ‘Sud Costa Occidentale’ della Dante, al Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo diretti da Piero Monti, all’Orchestra diretta dal bravo Constantin Trinks, ai protagonisti Vanessa Goikoetxea nei panni della studentessa d’arte tedesca Gisela, Lucio Gallo in quelli del tronfio fidanzato vulcanologo Hanspeter e Roberto De Biasio nelle vesti del seduttivo Pulcinella, alias Gennaro (o ‘Gennarino’ come canzonato dal gruppo di turisti tedeschi). Esposito, guida turistica e latin lover che si innamorerà di Gisela, nel cuore di una Napoli rumorosa e folcloristica. Musicalmente l’opera non ha convinto proprio tutti, con un primo atto che sembra aver tardato a partire, ma Emma Dante riesce comunque a impadronirsi del palcoscenico e imporsi con la sua visionarietà, facendo dimenticare la scelta di un’opera poco conosciuta e così contemporanea (spesso elemento che non piace ai melomani) come la “Gisela!” di Hans Werner Henze, ultima opera dell’indiscusso mostro sacro della musica contemporanea che fece di questo suo lavoro un omaggio all’amata Italia, terra adottiva in cui visse per 60 anni.

Le scene affidate a Carmine Maringola sono dei quadri variopinti, in cui il rosso e il bianco si alternano e diventano strumento narrativo fondamentale, come i sipari, almeno cinque, che scandiscono l’evoluzione del palco e quello del racconto. Come i pulcinella, gigantesco il primo che introduce l’opera, ‘molteplici’ e mascherati quelli onnipresenti che gestiranno gli elementi scenici a scena aperta, vestiti di rosso e di bianco, sinuosi e maliziosi, ammiccanti e talvolta erotizzati in quell’ambiguità sessuale che la Dante sgrana spesso nei suoi spettacoli, mescolando sacro e profano. Come nella processione iniziale in cui sfilano statue portate da impeccabili pulcinella. Come la parata matrimoniale dei pulcinella mascherati, sempre nel primo atto, che sembra ispirarsi all’antica tradizione della “Juta dei Femminielli”, processione degli omosessuali al Santuario della Madonna di Montevergine, che ricade il 2 febbraio, giorno della Candelora e risalente al 1200. Ma anche alla tradizionale festa della "Tammurriata" per le celebrazioni della Madonna dell'Arco. Il Femminiello è proprio del milieu partenopeo, una figura duale di cui la Dante sembra servirsi. La lettura che la regista palermitana serve al pubblico è fresca, allusiva e ironica, come il gruppo di attori che giocano a farsi un selfie. Un crescendo romantico che coinvolge maggiormente nella parte del balletto in cui irrompe la Biancaneve dei fratelli Grimm con il suo corredo di protagonisti: dai sette nani al principe azzurro, dal cacciatore alla strega cattiva, sino all’elemento della mela: metafora neppure tanto marginale che non si può fare a meno di cogliere.

È la Gisela di Emma Dante a convincere un Massimo quasi pieno e la platea d’onore che ieri ha sfilato tra gli sfarzi di una prima attesissima: dal sindaco Leoluca Orlando con a seguito la figlia Leila al sovrintendente del Teatro Francesco Giambrone, agli assessori Cleo Li Calzi, Antonio Purpura e Andrea Cusimano; al generale dei Carabinieri Giuseppe Governale; a Luciana Savagnone, presidente della Corte dei Conti Sicilia, ai direttori artistici di celebri teatri come: Gastón Fournier-Facio, del Regio di Torino; Nicola Sani del Comunale di Bologna; Gioacchino Lanza Tomasi dell’Inda di Siracusa; Guido Barbieri del Teatro delle Muse di Ancona e il sovrintendente Carlo Fuortes del teatro dell'Opera di Roma. Si replica sino al 27 gennaio prossimo, in scena si alterneranno nel ruolo dei protagonisti: Arianna Vendittelli (Gisela), Marcello Nardis (Gennaro Esposito) e Şzymon Komasa.

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