SERIE A

Palermo, ora bisogna tenere i nervi saldi. L'analisi di Carlo Brandaleone

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Calendario in salita e leggera flessione fisica possono portare a cali di... fiducia

Niente allarmi, nè processi. Nel calcio capita anche che vinca la squadra più forte. È accaduto domenica a Firenze, tutto qui. Qualcuno era convinto che questo Palermo fosse imbattibile? Che con Dybala avrebbe fatto strame della Fiorentina? Pensatela come volete, ma ricordiamo che nell’intero girone di andata la squadra rosanero in trasferta ha vinto una sola volta, nel complesso possiede la quarta peggiore difesa del campionato ed è composta per gran parte da giocatori che vengono dalla B. I quali stanno facendo molto, anzi tantissimo, e che per continuare a far bene devono anzitutto avvertire sulla pelle la fiducia e il sostegno dei propri fans.

Troppo facile rimarcare le cose che a Firenze non hanno funzionato. Poco filtro a centrocampo, poca spinta sulle fasce, poche palle a Belotti (che come ha sottolineato Iachini non ha avuto neppure il tempo di riscaldarsi), nel complesso poca aggressività rispetto alle gare di Genova o Bergamo. Dove tuttavia, pur giocando al meglio e con Dybala, il Palermo non ha vinto. Dunque sarebbe sbagliato pretendere miracoli a una squadra che i miracoli li sta già facendo e che col suo impegno sta salvando il club dal baratro.

Firenze non può essere considerata a nostro parere un’eccezione, semmai la regola. Nel senso che questo Palermo per competere ad alti livelli deve avere i suoi giocatori più importanti in perfetta forma. Invece Maresca s’è fatto male subito, Dybala non c’era e Vazquez s’è perso tra le maglie del centrocampo viola. L’organico non consente alternative e basta poco per smarrire la principale qualità di questa squadra: il ritmo. Questo vuol dire che le sorti del campionato saranno legate alla condizione atletica dei rosa e agli infortuni. Avvertendo fin d’ora che le prossime gare contro Roma, Samp, Verona, Inter, Napoli e Lazio saranno molto difficili. Non dimentichiamo che la rimonta rosanero cominciò dopo Empoli. Dunque, occorrerà pazienza e grande comprensione contro avversari di prima fascia.

Proprio per via di questo calendario e del fatto che tutto è ancora possibile (un posto in Europa come restare invischiati nella lotta in coda) sarebbe a nostro parere utile che il Palermo mettesse subito in chiaro la situazione di Sorrentino e Munoz. Che sono ancora in sospeso. Già, nonostante tutto lo sono e il Palermo ha la possibilità di mettere una parola definitiva sulla questione dicendo a entrambi che fino a giugno non si muove una foglia, poi si vedrà. Discorso facile con Munoz un po’ meno con Sorrentino perchè se entro gennaio arriva una buona offerta da Bologna o da altrove in gioco non ci sarà soltanto l’immediata contropartita ma anche i prossimi due anni di contratto: qualcosa come 4 milioni di euro al lordo. Ma come la pensiamo l’abbiamo già detto: oggi questa squadra non può rinunciare a tutti i suoi migliori titolari. Almeno finora. Certo, se dovessero arrivare sei-sette punti prima della fine del mercato allora sarebbe possibile ragionare in maniera diversa. Ma il calendario è decisamente in salita.

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