L'OCCHIO SULLA CRISI

«Export in ripresa, cresce pure il pil: s’intravede una luce in fondo al tunnel»

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Secondo Massimo Deandreis, direttore del Srm di Intesa Sanpaolo «preoccupa soprattutto la disoccupazione giovanile, contro la quale non si può improvvisare»

Intesa Sanpaolo vede una luce in fondo al tunnel della crisi che attanaglia l’economia palermitana. Le previsioni di Srm, Studi Ricerche Mezzogiorno, centro collegato al gruppo bancario italiano, infatti, stimano nel 2015 un aumento dello 0,4% del Pil, mentre una crescita maggiore dello 0,8% è prevista per il 2016. Sarebbe il primo segno positivo dal 2008, escluso un piccolo rimbalzo nel 2010. Massimo Deandreis, direttore generale di Srm, rimane piuttosto cauto, ma ci sono anche altre previsioni che lo fanno essere ottimista per il futuro. «L’andamento dell’export palermitano - aggiunge - dopo la flessione del 2014 intorno al 10%, si prevede in ripresa (+4%) nel 2015, seguirà un ulteriore aumento (intorno all’8%) nel 2016».
Deandreis, eppure nell’ultimo report di Srm sull’economia siciliana e nel focus su Palermo ci sono anche numeri reali, non previsioni, molto preoccupanti. Qual è quello che bisogna temere di più?
«Sicuramente la disoccupazione giovanile. A Palermo e provincia gli occupati sono 312 mila nel 2013. Il tasso di disoccupazione è al 20,7% che diventa un 53% se si considerano solo i giovani. Occorre dunque aiutare questa categoria non solo a trovare occupazione, ma ad avviare attività imprenditoriali, start-up, nuove imprese. Questa deve essere una priorità anche del sistema universitario».
In questo senso come valuta piani di sostegno come il Programma garanzia giovani. Sono utili o sono solo un tampone all’emergenza?
«Vanno bene tutte quelle iniziative che offrono formazione ai giovani. L’imprenditoria non deve essere l’ultima spiaggia per chi non trova lavoro bensì una scelta ponderata e curata nei minimi dettagli. È altissimo il numero delle imprese giovani che nascono e nel giro di pochi mesi muoiono. L’imprenditorialità improvvisata di sicuro non aiuta l’occupazione giovanile».

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