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Impianti sportivi a Palermo, dopo i raid arrivano i controlli

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Pattuglia di polizia nell’area del Diamante, dove è stata abbattuta una torre faro. Orlando: grave problema di vigilanza

PALERMO. Teppisti, ladri, vandali, borseggiatori, scippatori, malacarne e criminali di ogni tacca sempre più temerari. In città si muovono senza requie e senza incontrare molti ostacoli contro il patrimonio pubblico. L’ultimo raid è di appena ieri, un’incursione negli uffici dell’Ottava circoscrizione. Mentre venerdì mattina si è scoperto che al campo di baseball di fondo Patti avevano buttato giù una torre-faro alta più di venti metri, probabilmente per portare via i cavi di rame all’interno e i grandi sistemi di illuminazione. Un lavoro lungo e meticoloso. Hanno usato la fiamma ossidrica per segare il tronco.

Il sindaco, Leoluca Orlando, ha parlato di «grave problema di vigilanza degli edifici pubblici» e ha chiesto al prefetto la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza che si riunirà domani.

Già ieri una pattuglia delle polizia stazionava nell’area del Diamante e del Palazzetto dello Sport. Anche quest’ultima struttura è stata oggetto di continue spoliazioni, fino a quando non hanno rubato anche i grossi tubi di sostegno posti all’esterno come una ghiera. La presenza dei poliziotti secondo Cesare Lapiana, assessore allo Sport, «conferma l’esigenza di intervento straordinario oggetto dell’intesa fra sindaco e prefetto».

Palermo, insomma, sembra essere una specie di terra di nessuno. Non si può pensare di mettere un uomo delle forze dell’ordine ogni centro metri, ma sicuramente una intensificazione dei pattugliamenti è necessaria. Esemplare, a tal proposito, la segnalazione che arriva da due nostri lettori, Gloriana Albertini e Marco Morana: sono state rubate le coperture dei tombini e dei pozzetti dell’elettricità e «quasi tutte le recinzioni di ferro» lungo la strada accanto al Velodromo. Notizia confermata, basta farsi un giro nella zona per avere un’idea precisa di ciò che sta accadendo.

Quello al Diamante non è il primo assalto. Nella primavera dell’anno scorso erano state distrutti gli impianti elettrici. Era quasi pronto un intervento di ripristino dell’Amg, ma è stato bloccato proprio perché si temeva il replay (così come è accaduto), visto l’assenza di controlli per l’accesso alla struttura.

«La frequenza e l’intensità con cui avvengono questi attacchi al patrimonio pubblico - ragiona il vicesindaco, Emilio Arcuri, che ha anche la delega alle Manutenzioni - fa apparire come se ci fosse un che di pianificato. E sono soprattutto i beni comunali a essere più frequentamente danneggiati. Noi - conclude - abbiamo quattro nervi scoperti: Fiera, Palazzetto-Diamante, parco della Zisa e parco Cassarà. Il cono di luce deve illuminare questi luoghi. Sulla Fiera stiamo agendo rendendola almeno accessibile, pulendo i viali e illuminandola e trasferendovi gli uffici dell’Urbanistica».

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