PALERMO

«Regione lenta», Orlando
adesso preme su Roma

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Il sindaco consegna al sottosegretario Del Rio un documento con la lista degli atti annunciati da Crocetta e rimasti al palo

PALERMO. Troppi intoppi alla Regione. Troppe pastoie dalle parti di piazza Indipendenza rallentano l’attività amministrativa del Comune. E il sindaco, Leoluca Orlando, chiede aiuto al governo. Preme affinché si smuovano le acque. Lo fa con un quaderno di dolore consegnato al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio. Un documento riservato passato di mano in mano fra il primo cittadino e il plenipotenziario di Renzi. Un vero e proprio elenco di «criticità» di cui la Regione viene sostanzialmente indicata come responsabile.

Fra Orlando e il presidente Rosario Crocetta, si sa, i rapporti in questo momento sono forse ai minimi storici. È inutile dire che fra i due l’insofferenza è reciproca. E i due non fanno nulla per nasconderlo. Con la conseguenza, abbastanza ovvia, che la distanza «politica» fra Palazzo delle Aquile e Palazzo Chigi è meno ampia di quella, siderale, che separa il municipio da palazzo d’Orlèans.

Dall’ambiente alle politiche sociali, dal trasporto pubblico urbano alla normativa ambientale, dagli interventi in materia abitativa all’adeguamento dei finanziamenti ai teatri: la lista delle lagnanze è lunga. E questa volta il sindaco le affida alla valutazione del governo.

Si comincia dal «grave ritardo nel trasferimento dei fondi per il Trasporto locale: nel 2014 ancora non è stato versato alcun acconto dei 40 milioni dovuti». Roba da far tracollare l’Amat già di suo con l’acqua alla gola.

Sul decentramento l’accusa è precisa: la «normativa regionale per la ridefinizione delle competenze delle circoscrizioni» è al palo.

Sull’emergenza abitativa. Si segnala che «nel 2013 sono stati destinati 15 milioni di euro, ma non c’è stato alcun bando». A quando? E sempre sullo stesso tema che non è mai stato adeguato il«fondo destinato all’integrazione all’affitto che oggi è di 5,5 milioni di euro inferiore al fabbisogno». E poi manca anche «la normativa che faciliti sul piano procedurale, finanziario e amministrativo l’autorecupero».

In tema ambientale ci sono ritardi che si traducono nella «mancata attuazione delle procedure di semplificazione, coordinamento e integrazione delle procedure di Valutazione di impatto ambientale (Via) e di Valutazione ambientale strategica (Vas) con un carente aggiornamento del sito informativo delle procedure».

Infine, c’è anche una parte in cui si parla anche dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Leoluca Orlando segnala la necessità che l’Ars si muova per «un intervento normativo al fine della regolarizzazione urbanistica dei beni già acquisiti al patrimonio pubblico e realizzati in violazione di normativa urbanistica pre-vigente». Questo consentirebbe «il loro regolare utilizzo per le finalità previste dalla legge».

Si attendono risposte.

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