L'EMERGENZA

Rifiuti, bloccata la raccolta per 47 Comuni del Palermitano

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La Regione vieta il conferimento nelle discariche fino al 6 gennaio. Orlando: «È un comportamento paranoico». Infuriati i sindaci di Casteldaccia e Ficarazzi che hanno annunciato la presentazione di una denuncia ai carabinieri per interruzione di pubblico servizio

PALERMO. Sarà un inizio d’anno all’insegna dell’emergenza rifiuti in 47 comuni della provincia. Per i prossimi sette giorni, fino al 6 gennaio, sarà ferma la raccolta con gravi ripercussioni sull’ambiente. Nell’Ato Palermo 1 interessati i paesi da Balestrate ad Isola delle Femmine. Il blocco, disposto lunedì con decreto dal Dipartimento regionale Acque e rifiuti, consentirà di rimuovere le centinaia di tonnellate di spazzatura che ricoprono il territorio di Carini che non rientra nello stop. Il problema nasce dal fatto che le discariche siciliane, destinate ad esaurirsi, possono contenere una limitata percentuale di rifiuti provenienti dai centri. L’enorme quantità che arriva da Carini nell’impianto di San Giorgio a Catania ha messo in tilt il sistema della Servizi comunali integrati spa. Così, dopo le proteste del sindaco Giuseppe Agrusa, che potrà utilizzare fino al 16 gennaio sia la discarica catanese per 80 tonnellate giornaliere, sia Bellolampo per 40 tonnellate, è quasi certo che a battere i pugni sul tavolo della società d’ambito in liquidazione saranno gli amministratori degli altri nove comuni, riuniti ieri a nella sede Ato di Cinisi per un vertice operativo. Una quindicina di sindaci, sempre ieri pomeriggio, sono stati ricevuti dall’assessore regionale dell’Energia, Vania Contrafatto, ma senza trovare alternative alla decisione già presa. Hanno raggiunto Palazzo delle Aquile e con il presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, hanno tenuto una conferenza stampa cui ha partecipato anche Cesare Lapiana, presidente della Srr, società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti che raggruppa i 22 comuni della fascia costiera, da Partinico a Santa Flavia. «Quello che sta avvenendo è incredibile – ha dichiarato Orlando - perché assistiamo ad un persistente, ai limiti del paranoico, accanimento contro alcuni comuni della provincia che pur avendo la possibilità di usufruire della discarica di Bellolampo, sono stati costretti prima ad usare altre discariche, distanti anche centinaia di chilometri, ed ora vengono addirittura ”inibiti” dal poter conferire i rifiuti per ben 8 giorni consecutivi». «Credo utile ricordare - ha concluso il sindaco di Palermo - che già il 12 dicembre e ancora oggi (ieri ndr) ho comunicato alla Procura della Repubblica la gravissima situazione siciliana dove si intrecciano emergenze che appaiono programmate per produrre, ed in ogni caso producono pericoli per la salute, sperpero di risorse pubbliche regionali e comunali e posizioni di privilegio di operatori privati ai cui interessi sembrano essere subordinate le scelte regionali e i loro tempi». Il commissario straordinario della «Servizi comunali integrati» spa, Francesco Lombardo, ha inviato ai nove sindaci una nota con la quale li invita a emanare una ordinanza che obblighi i cittadini a tenersi in casa l’immondizia fino all’Epifania. Resta invariata, invece, la situazione per Partinico, che utilizza l’impianto di Trapani, e Terrasini che scarica a Campobello di Mazzara. E intanto il Commissario straordinario di Villabate, Benedetta Cannata precisa che «il decreto regionale ci consentirà di garantire uno smaltimento di quantitativi superiori e quindi di superare l’emergenza che si è evidenziata in questi giorni».

Su tutte le furie, invece, i sindaci di Casteldaccia e Ficarazzi, Fabio Spatafora e Francesco Martorana dopo il provvedimento che ha inibito l’utilizzo della discarica di Catania. Per questo motivo hanno preannunciato anche la presentazione di una denuncia ai carabinieri per interruzione di pubblico servizio.

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