Pochi magistrati, giustizia a rischio

Dieci giudici in meno rispetto ai ventotto previsti con i nuovi trasferimenti che porteranno l'organico a una scopertura del 50 per cento
Palermo, Archivio

AGRIGENTO. Dieci giudici in meno rispetto ai ventotto previsti con i nuovi trasferimenti che porteranno l'organico a una scopertura del 50 per cento. Allarme rosso anche in Procura dove ci saranno cinque caselle mancanti su tredici. L'emergenza sarà al centro di un vertice, in programma questa mattina alle 10,30 nell'aula Livatino del tribunale, al quale parteciperanno tutte le componenti della giustizia.
L'incontro, organizzato dal consiglio dell'Ordine degli avvocati presieduto da Antonino Gaziano, al quale interverranno anche il procuratore della Repubblica Renato Di Natale e il presidente del tribunale Luigi D'Angelo, servirà a coinvolgere le istituzioni e le forze sociali del territorio. Alla manifestazione, oltre a tutti gli esponenti politici della provincia, sono stati invitati il ministro della Giustizia Paola Severino, l'arcivescovo Francesco Montenegro, il prefetto Francesca Ferrandino, il questore Giuseppe Bisogno, i comandanti di Finanza e carabinieri Massimo Sobrà e Riccardo Sciuto, i segretari provinciali dei sindacati, il presidente della Camera di commercio Vittorio Messina e quello di Confindustria Agrigento, Giuseppe Catanzaro.
Quest'ultimo era stato l'unico a intervenire pubblicamente, dopo l'appello del presidente dell'Anm Alberto Davico e del segretario Luca Sciarretta, rivolgendosi ai parlamentari e chiedendo un intervento che possa scongiurare «un favore ai delinquenti».
«La situazione, già grave, che impedisce il regolare svolgimento dell'attività giudiziaria, - scrive il presidente del consiglio forense Antonino Gaziano - con gli imminenti trasferimenti di altri magistrati rischia la concreta e inevitabile paralisi dell'attività giurisdizionale. In ragione di tale eccezionale situazione ho chiesto un urgentissimo incontro con il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura al fine di chiarire e affrontare questa situazione insostenibile che richiede lo sforzo di tutte le realtà sociali del territorio».

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