Ragazza uccisa, il racconto della sorella: "Samuele voleva ucciderci"

Ai pm che l'hanno interrogata la scorsa settimana, Lucia, sopravvissuta alla furia dell'ex, ha ricostruito la dinamica dell'aggressione dando una versione differente da quella fornita alla polizia dall'assassino
Palermo, Archivio

PALERMO. Era lì per ucciderle. Samuele Caruso, il ragazzo arrestato per avere ammazzato Carmela Petrucci e ferito gravemente la sorella Lucia, sua ex fidanzata, voleva assassinare entrambe. Ai pm che l'hanno interrogata la scorsa settimana, Lucia, sopravvissuta alla furia dell'ex, ha ricostruito la dinamica dell'aggressione dando una versione differente da quella fornita alla polizia dall'assassino. Carmela, 17 anni, non si sarebbe frapposta tra il killer e la sorella per salvarla, ma si sarebbe trovata più vicina a Caruso che l'avrebbe subito colpita. Una coltellata alla gola, che le ha reciso la carotide e trapassato il collo, poi un secondo colpo. Solo dopo si sarebbe scagliato contro l'ex fidanzata accoltellandola alla clavicola, nella zona lombare, all'inguine e in viso. La ragazza è ora ricoverata nel reparto di Chirurgia dell'ospedale Cervello di Palermo. Gli inquirenti stanno confrontando le parole di Lucia, che ha anche ricostruito la sua storia con l'ex fidanzato, con i risultati raccolti dalla polizia Scientifica. L'aggressione è avvenuta nell'androne del palazzo in cui le sorelle vivevano e solo l'arrivo di una vicina, attirata dalle urla, ha impedito a Caruso di portare a termine il suo piano. Il ragazzo, chiuso in carcere da venerdì, ha confessato. Il legale non ha ancora presentato istanza di scarcerazione al tribunale del riesame. La procura continua a indagare su eventuali complici che potrebbero avere aiutato Caruso durante la fuga.

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