Termini Imerese, continua la protesta degli ex Fiat

Dopo l'occupazione di ieri dell'aula consiliare del Comune "oggi è la volta degli uffici dell'Agenzia delle Entrate. Gli operai chiedono l'attenzione del Governo
Palermo, Archivio

TERMINI IMERESE. Tornano a protestare gli ex operai della Fiat e dell'indotto di Termini Imerese. I manifestanti chiedono l'attenzione del Governo sulla vertenza che li riguarda.
Ieri avevano occupato l'aula consiliare del Comune. «Oggi è la volta degli uffici dell'Agenzia delle entrate - afferma Vincenzo Comella della Uilm -. Siamo disposti ad andare avanti ad oltranza se le istituzioni non rivolgeranno al caso Termini la giusta attenzione». L'occupazione di ieri è stata motivata così dai lavoratori: “nell'incontro di sabato scorso tra il premier Mario Monti e l'ad di Fiat Sergio Marchionne la vertenza dello stabilimento siciliano è stata ignorata".
Sono 2.200 le tute blu del Lingotto e dell'indotto che dal primo gennaio di quest'anno sono in cassa integrazione perché la casa automobilistica torinese ha chiuso la fabbrica e il piano di rilancio per la riqualificazione del polo industriale termitano stenta a decollare. "Andremo avanti ad oltranza - dice il segretario della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone - fino a quando non ci sarà una soluzione per Termini Imerese.

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